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La Discarica dei Benpensanti

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sabato, 04 luglio 2009
Mentre un fievole lumicino di speranza si accende in noi, poveri italioti, perchè pare che finalmente il Belladormentato del Quirinale stia riaprendo gli occhioni sonnolenti, un 'altra notizia arriva ad arricchire la Puttanopoli di Papi.
Spunta infatti una dama bulgara, tale Darina Pavlova, piuttosto agée, (ma a detta del CavOliere, la figlia adolescente è bona). Ecco le sue testuali parole, rivolte al primo ministro bulgaro Sergei Stanishev, catturate come al solito da una telecamera di Sky:
"La verità - dice il nostro presidente del Consiglio nei giorni in cui in Italia si accendono le polemiche sulla sua vita privata - è che Pavlova ha una figlia fantastica. E tu - aggiunge rivolto a Stanishev - conosci il mio interesse per le minorenni".
Inutile dire che la mamma di cotanto splendore, peraltro sfondata di soldi, ha approfittato, come tutte, di un volo di Stato.
Santhippe

Il commento è inevitabile:
Cattolici, Apostolici Romani,
gente che crede nel papa e nei conventi,
allargatevi il cuore che è arrivato il momento:
sono qua le mignotte, sono qui quelle care bamboccione.
(anonimo amico di Santhippe, anzi molto amico, anzi, di più!)

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sabato, 04 luglio 2009

venerdì, 03 luglio 2009

Parliamoci chiaro, gli americani hanno bisogno di far cassa, altro che pulizia etnica e  detergenza oppiacea:  a sud di Helmand è custodito  il tesoro dei Talebani. Niente perle, diamanti, rubini e oro in dobloni. I 4.000 Marines impiegati nell'operazione «Khanjar» porteranno a casa un bottino verde smeraldo. Verde come la speranza di un popolo che ha sofferto più d'ogni altro la crisi dei mercati reali e finanziari, Verde come le tasche auree di Fort Knox, Verde come i Miliardi di Dollari, sporchi sì di oppio  ma tutti in contanti e spendibili  alla bancarella del nuovo sogno americano, nel mercato dello Yes we can, dallo sceriffo più  abbronzato d'occidente: Barack! the peace maker. 

Obama non è un fesso, e lo sta dimostrando al mondo intero. Proprio come Bush Jr, il guerrafondaio.

Questa è l'unica verità sul colpo di spada, «Khanjar», la battaglia infernale che si sta consumando a Sud di Kabul. Questa è, con indiscutibile obiettività, la notizia che non leggeremo mai sui giornali che contano, la pillola verde ad altissimo contenuto di oppiodollari che rizzerà le magnifiche sorti e progressive degli Stati Uniti d'America. E l'uom d'eternità s'arroga il vanto.

 

Socrathe

 

nella foto un militare della Folgore

giovedì, 02 luglio 2009
La questione è stata discussa a nostre spese dal CNR, dipartimento Accademia della Crusca. Come voi ben sapete, non è l'incipit della famosa lettera di Totò e Peppino per la morìa delle vacche, le questioni di lana caprina  venivano (uso l'imperfetto, purtroppo l'accademia ha smesso di dare risposte gratuite agli utenti, da diversi anni oramai,  per mancanza di fondi governativi - e qui la Gemini non c'entra un bel niente-) affidati al laboratorio più aristocratico del mondo, il centro ricerche dell'Italiano corretto, corrente e passato. Per gli accademici è un'apocope  vocalica non un'elisione. Adesso vengono i dubbi a qualcun altro, l'apocope è femmina o maschio?
Qual è per la Crusca si scrive senza apostrofo. C'è poco da dire.
Tuttavia nel linguaggio giornalistico moderno, ma anche nella storia della nostra letteratura è facile imbattersi nell'apostrofo (ahi! ahi! era un'apocope) del dubbio. Qual'è? Sì, Giacomo Leopardi lo scriveva proprio così. Con l'apostrofo. Altro che apocope. Sgarbi, il Professore, lo scrive spesso con l'apostrofo. E tantissimi altri ancora, tutti con l'apostrofo. Malgrado loro, l'elisione non è ancora divenuta regola. E noi che siamo dei puristi lo scriviamo così: Qual è. 
Senza apostrofo e Ripettosi della regola.


Socrathe

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mercoledì, 01 luglio 2009
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Intanto il Presidente sta  preparando il Milan che tornerà in cima al mondo!
via Kaká..
arrva
Di Gennaro!

orate pro nobis..
Socrathe

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martedì, 30 giugno 2009

Scicli la scalinata del sagrato della chiesa di S. Maria della Consolazione,foto di Gian Michele Antonino Parlare di vuoto in Sicilia è come parlare di Dio. Fa scandalo. Non esiste il "vuoto". Neppure nel firmamento siciliano. Neppure nei luoghi comuni o nelle favole raccontate dagli Antichi. Da sempre la bella Trinacria ha sofferto di una solitudine che l'ha costretta a riconsiderare uomini, cose, opportunità alla luce di una storia che non è mai stata veramente sua. Lo ha fatto con molto orgoglio e tanto eroismo. Consapevole di una disfatta inevitabile. Bene narrò Verga nei Malavoglia. La rassegnazione necessaria, spontanea e ineludibile è penetrata, per un lento processo di assuefazione nei millenni, nel nostro DNA fino a diventarne parte inscindibile. Dalle antiche scorrerie greche e fenicie ai soprusi perpetrati da Verre; dai balzelli arabi ai dazi spagnoli; dalle ruberie garibaldine alle tasse sul macinato, alla leva obbligatoria; dallo sfruttamento baronale alle prepotenze di una piccola élite fascista e borghese, l'isola aveva sapientemente imparato a subire e a riciclarsi. Anche sotto il sole nero e bugiardo di un regime nato dall'evoluzione di un pensiero socialista che mai fu vero difensore del popolo. Ma il silenzioso contributo di sangue offerto a una Patria ingrata e insensibile durante guerre assurde e inutili non seppe redimerla da un'amara ed eterna subordinazione. Come invano tentò di redimerla l'epopea ultima ed eroica di un brigantaggio, fomentato, soffocato e tradito nei corridoi di Palazzo Cenci Bolognetti in Piazza del Gesù, la sede storica del limbo democristiano.

Il "vuoto" siciliano è una condizione surreale che trova nell'"assenza" la vera dimensione filosofica, la "extrema ratio" del nostro pensiero. Per dirla con Cicerone. Una risposta che non è una risposta. E' solo il frutto di un lento lasciarsi andare, la malinconica certezza che prima o poi il mondo cambierà perché qualcuno (che non sarà uno di noi) lo farà cambiare. E se non cambierà per l'azione di un uomo, cambierà per l'azione della natura o per la vendetta inesorabile di un dio. Per questo in Sicilia la polvere ha seppellito e seppellirà le pietre, i desideri e le ansie, i progetti, le parole, il grido di chi non ha voluto e non vuole ancora cedere a una morte spietata e lenta che non ammette resurrezioni o ritorni.


Nun basta la pietà 

pi fari postu a cu’ nun avi nenti

pi parrari

pi cu’ nun avi vuci

pi dari ‘na muddica a cu’ talìa

Nun bastà ‘na tinciuta

pi fari di lu munnu

la nostra prima casa

né basta ‘na taliata a la miseria

pi fari di la cuscenza ‘na signura

Lu pani è duru

li pinseri arrestanu pinseri

li paroli

su’ troppu stanchi pi essiri paroli.

 

Non basta la pietà/per fare posto a chi non ha niente/per parlare/per chi non ha niente/per dare una mollica a chi ci guarda/Non basta una colorata/per fare del mondo/la nostra prima casa/né basta uno sguardo alla miseria/per fare della coscienza una signora/Il pane è duro/i pensieri/rimangono pensieri/le parole/sono troppo stanche per essere parole. 

 

La Pietà, poesia di Michele Sarrica

_______________________________

Un Uomo Libero - Socrathe

 


lunedì, 29 giugno 2009
Il video delle due ragazze, Barbara Montereale e Lucia Rossini, è stato girato a Roma da Patrizia D'addario nel Novembre 2008 prima degli scatti amatoriali all'interno del bagno di Palazzo Grazioli, la residenza romana del premier, Silvio Berlusconi.
Le immagini riprendono le due giovani durante la serata del 4 novembre dello scorso anno in occasione dell'Obama-day mentre lasciano il loro albergo e si dirigono a piedi a Palazzo Grazioli tra uno shopping e una allegra passeggiata. A quella serata, oltre alle due giovani, prese parte anche Patrizia D'Addario. Il video, prima d'essere rimosso, era in bella vista sul profilo myspace di Angela Nastelli (http://www.myspace.com/angelanast) - amica e collega di Barbara, Lucia e Patrizia- non coinvolta tuttavia nello scandalo barese delle escort a Palazzo.
L'audio originale è stato rimosso dall'autore.






è tutto falso! Beoti!! :-)