La Discarica dei Benpensanti

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Questo non è un blog
e mai lo sarà.
È una raccolta di "interventi", di commenti, di pensieri.. liberi,
miei e di tutti.

Socrathe

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Philo-Sophia

Ecco il viaggio delle mie parole, breve e piacevole, da una stazione all’altra sul rapido della comunicazione;
niente fermate intermedie: diretto.

È questa la missione dell’amante delle sagge cose, è questo il mandato della
Philo Sophia..

Socrathe è un semplice soldato dell’esercito delle parole, un mercenario.. al soldo delle attese verità.

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Ecco il viaggio delle mie parole, breve e piacevole, da una stazione all’altra sul rapido della comunicazione; niente fermate intermedie: diretto. È questa la missione dell’amante delle sagge cose, è questo il mandato della Philo Sophia.. Socrathe è un semplice soldato dell’esercito delle parole, un mercenario.. al soldo delle attese verità. Socrathe

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La Maschera e L'inchiostro

Signori,
accogliamo i molti fischi ed i pochi applausi allo stesso modo.
Siamo noi attori ed autori dell'opera andata in scena. Vogliamo colpevolizzare l’ignara grammatica e la sprovveduta ortografia per poi condannarle in contumacia? Per favore, smettiamola.
La colpa del cattivo spettacolo, se indigesto è stato, è solo nostra.
Non entro nel merito dell'acceso dibattito su Sacro (Filosofia,
letteratura, cinema.. etc) e Profano (spernacchiamenti,
ravioli, aquilotti.. etc). Non mi compete e non ne ho voglia.

Coloro che scrivono, sui liberi Blog o sui fogli di un quotidiano,
sui muri delle case o sulle pentole e sui coperchi delle nostre sventurate cucine,
.. della mortadella andata a male che ci governa, delle amanti del prete,
della pirofollia, delle cooperative fallite, di Seneca e del basolone..
sono semplicemente Artisti. Li chiameremo alla bisogna, poeti, saggi, succhiainchiostro o “imbrattapietre..
per poi unirli sotto lo stesso tetto, di una stessa casa: la passione.

Lo sapevate,
lo sapevamo,
lo sapete
e lo sappiamo.

Il narciso che cova dentro allo scrittore che è in voi.. non morirà mai annegato nel fiume delle sue parole. Lo avete dentro e ve lo tenete!! Combattetelo se potete, se volete. Mai lo caccerete dalla vostra anima.

Orsù Gente,sorridiamo..
Voi scriverete sempre dei Dolori del Giovane Werther, così come riderete delle zucchine e dei tuberi, silenti e raglianti.
Siete clown in questo circo, non scordatelo, mai.
Le regole d’ingaggio erano chiare.
Adesso ridete.. per quel che v’avvelena il cor..

Socrathe

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Postato alle 00:27 di giovedì, 03 luglio 2008
Postato da Socrathe

SanthippeVi ringrazio per l'accostamento al giudice Santiapichi, gentilissimi. Sono onorato. Ma Severino non potrebbe mai scrivere di Madama Topazia Caetani in modo così spregiudicato come ho fatto io. Non credete? Se l'avesse fatto attraverso le pagine di Sciclinews il povero Giuseppe Savà avrebbe avuto i servizi segreti di mezzo mondo sotto casa. Santiapichi è stato il padre del Processo Moro ed in quanto tale può scrivere solo di verità processuali. Siete stati troppo superficiali nella vostra indagine. Pensate che a scrivere bene siano sempre e solo i soliti patentati dei salotti letterari sciclitani. Ma non è così. Vi ho dimostrato che non è così affatto. E di questo sono orgoglioso. Ho dato voce al nulla. Con stile. Ed il nulla ha vinto sui pregiudizi e sulle cattive convinzioni di casta. La cultura, miei cari, non serve ad abbelire le vetrine dell'io conosciuto, quello che gli altri vedono, affinchè tutti possano ammirarla. La cultura è soprattutto intima conoscenza e consapevolezza di sè, cultura è conoscere i propri limiti, cultura è saper ascoltare gli altri, in silenzio, cultura è accogliere l'altro, poter e voler aiutare il prossimo. La cultura è un affare privato, intimo, appunto. L'erudizione è altra cosa. Voi confondete i due stadi del sapere.
Non voglio tediarvi con questi discorsi da salotto aristocratico. Noi siamo quelli della vanedda letteraria e popolare, non scordatelo, mai!

Vi lascio adesso..
Un abbraccio, a tutti.
Per un po' di tempo non ci sentiremo.
Fate i bravi, se potete.
Ne approfitto per salutare e abbracciare Peppe Savà, il Signore del Pisciotto, il naufrago della rada di Sampieri. Ecco, quello lì.
Un bacione a Santhippe, la mia cara.. Santhippe. Play..




Socrathe.
Postato alle 20:43 di mercoledì, 02 luglio 2008
Postato da Socrathe

SALVATAGGIO IN MARE AL LARGO DI SAMPIERI

SAMPIERI - Alla guida di un colossale MOTOSCAFO, Peppe Savà, il Moderatore di Sciclinews, ha  compiuto oggi pomeriggio una terribile gimkana tra bagnanti nel trafficato mare della costa sciclitana. Per centinaia di metri ha travolto tutti i natanti che si trovavano ancorati in rada. Sfiorata la tragedia. Non si conoscono ancora i motivi del folle gesto. La "bestia del mare", così l'hanno definito (non si capisce se la definizione interessi il giornalista od il motoscafo) i bagnanti che hanno assistito alla scena, ha finito la sua folle corsa spazzatutto a ridosso del golfo del Pisciotto, sugli scogli. Secondo l'ultimo bilancio nessun ferito tra i bagnanti, solo tanta paura. La stessa che avrà provato il Moderatore affondando con la sua barca. Ma la fortuna, si sa,  aiuta i folli e gli audaci. Un giovanotto distinto a bordo del suo pedalò, un tale Socrathe, dalle dichiarazioni delle Guardia Costiera intervenuta in loco, lo tira in salvo dalle ire dei sampiruoti e dalle azzurre acque della rada. Tutto bene quel che finisce bene. "A fondo di mare Signuri, non metterò mai piede su una barca, non è cosa mia". Sono le dichiarazioni a caldo del giornalista Savà dopo il suo Mercoledì da Leone.. sì, da Leone..
Da lontano una voce echeggiava al calar del sole, sulle onde: " U signuri l'aiuta e a maronna bedda l'accumpagna". (Socrathe)

Nella foto il Moderatore trainato da Socrathe a bordo del suo pedalò.

02072008
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Postato alle 15:03 di mercoledì, 02 luglio 2008
Postato da Socrathe

Socrathe, la città is watching you





Caro Socrathe,

gli sciclitani hanno raccolto l'appello e adesso ti stanno dando la
caccia. Nelle ultime ore hanno tirato fuori decine di versioni su chi sei veramente. Il cerchio si farà sempre più stretto con il passare dei giorni e, prima o poi,
qualcuno ti individua e "ta chiappa". Non hai più scampo!

Attento però a non trovare rifugio nei salotti letterari della nostra città, perderesti il fascino del latitante (pensatore) libero e selvaggio. Piuttosto sii ancora il nostro Salvatore Giuliano di Scicli. Magari nella tua latitanza troverai la tua Maria Cyliakus, la giornalista svedese che si innamorò del bandito di Montelepre.

http://www.scicli.blogspot.com/
Postato alle 14:53 di mercoledì, 02 luglio 2008
Postato da Socrathe

LE PAROLE TRA NOI LEGGERE

 

Ritrovarsi é ritornare alla vita come dopo una morte annunciata ed esorcizzata. Ritornare come dopo una lunga assenza a sussurrare le parole più segrete del cuore, strette fra labbra chiuse, impedite quasi da gioiose attese. Si riaccendono luci nuove con frasi che mai avremmo prima pronunciato, che mai avremmo avuto il coraggio di ascoltare. Le forti emozioni trascinano le malinconie dei giorni vuoti per scale elicoidali di follie esistenziali, di deliri inconfessabili, di pazze allegrie esplose dopo forti bevute. No. Questa volta il sentimento ha prevalso sull’arida ragione dei numeri. La speranza ha lasciato filtrare dalle imposte socchiuse fili d’oro tessuti dal sole dell’aurora. Ed eccoci di nuovo insieme. L’amato e l’amata. Io e la Parola. Organismi modificati dalla Rete. In dialogo per la virtù on line di un foglio che non poteva morire, che non deve morire. La mia identità virtuale non è un alter Ego. Non è lo specchio della mia solitudine. E’ la prepotente forza del Pensiero che cerca nella Parola, appunto, il suo infinito categorematico. Grazie Moderatore per  la Sua indulgenza sapiente, pietosa come il piatto del consólo, necessaria per tenere in vita questa realtà e le memorie. Sì! Stranamente anche le memorie hanno contribuito a disegnare l’unica mappa utile, la mappa dei sentimenti. Perché solo così i morti non moriranno mai. Non più fantasmi, non più ombre ma ricordi vivi e palpitanti. Autentiche tracce. Fiori di campo, nutriti da rugiade di lacrime, che lo strazio di quanti li amarono e ancora li cercano e li chiamano per nome ha trasformato in compagni fedeli ed apprensivi sull’impervia strada della Storia battuta da noi, poveri uomini.

 

Un Uomo Libero

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Postato alle 14:47 di mercoledì, 02 luglio 2008
Postato da Socrathe


Silenzio, non siamo mai soli


Una fotografia… che sarà mai una fotografia: una fotografia può dire molto più di quanto possa dire io, ora, scrivendo e cercando di modellare le parole a mio piacimento. La fotografia di Davide evoca, è interpretabile… ti trascina nell’universo emotivo di chi l’ha scattata, ti ci trascina a forza: non scoprirai un universo ignoto, alieno… scoprirai una parte di te che di cui non conoscevi l’incredibile

Sicilia

esistenza,

scoprirai il mondo dei brividi senza alcun motivo, scoprirai il mondo del non detto.

Perché

Umano

un’immagine rubata al mondo del sensibile possa parlare

molto più di qualsiasi altro mezzo è presto detto: ad esempio un fotogramma è estratto dal film, la foto ha la pretesa di riassumerlo il film, ha la pretesa di contenere un’emozione senza aver bisogno di commenti, didascalie o interpretazioni: è lei a strapparti la tua interpretazione e a invitarti a scriverla a margine insieme

alle migliaia di altre, la fotografia è forse l’Arte maieutica

per eccellenza,

Il vecchio ed il mare

un metodo per imparare a conoscersi, uno specchio: e parlo sia dell’autore che del “fruitore” o libero interprete dello scatto.

La pellicola impressionabile siamo noi, c’è poco da fare; veniamo impressionati quotidianamente e questo è quello che ci forma, quello che ci permette di avere una identità, una personalità…

Stati d'animo

quello che ci permette di andare in giro a dire «Salve! Sono Tizio Caio».

Quello che Davide Moltisanti ha avviato da qualche anno è un gioco con la natura, un gioco con il sensibile, un giocare a guardie e ladri cercando di strappare al mondo lo scatto che riassuma

i fiumi del non detto, le infinite distese dell’emozione: è una fotografia altamente

Storia di un pomeriggio

evocativa, perché sentita; una fotografia legata a doppia corda con la sua terra, con la sua bella Isola, ma che riesce, anche per un non-Siciliano, a comunicare quelle sensazioni di cui sopra…

Giochi di pellicola

Gioca con l’acqua, gioca con la luce, Davide, è anche lui un Mastro Burattinaio,

un artigiano delle emozioni, un artista. Ma soprattutto gioca con la quotidianità, con la sincerità dei suoi inconsapevoli soggetti, si insinua tra i pensieri dei suoi vicini di panchina, quelli che diventeranno protagonisti dei suoi scatti, insieme ai sassi della vecchia Ibla (e di qualche altra città dei sogni), alle gocce d’acqua su una grata, ai petali appena nati di un bocciolo, ai cieli infuocati in un pomeriggio d’inverno, alla lieve risacca in una serata silenziosa senza luna.

Questa ricerca sofferta, solitaria, non ha la pretesa di aver raggiunto la Verità,

Amore, alla natura sta a cuore

un punto definitivo: è piuttosto un ennesimo punto d’avvio, trampolino verso nuovi traguardi esistenziali, necessità incontenibile di scoprire e di scoprirsi attraverso il grandioso concerto della Natura che ironicamente

si manifesta talvolta nel modo più magnifico ed evidente, altre volte in modo silente, criptico, manifestazione audibile solo per i sensibili occhi del cuore.

Conoscenze, amicizie, litigi

Siamo dei bambini. Fanciulli che si meravigliano di ciò che li circonda,

cerchiamo disperatamente di riportare a galla ciò che di bello e di

inatteso c’è in questo mondo in cui spesso domina la distrazione e il culto

Storia di un pomeriggio

del contingente e dell’abitudinaria e

piatta quotidianità: cerchiamo una scintilla di vita in un crogiolo di sensazioni e di percezioni, scintilla che ci mantiene vivi come una bombola d’ossigeno.

Ma cosa volete che sia. È solo una silente ma ormai inarrestabile battaglia volta alla cosciente scoperta di sé. Scoperta che passa attraverso l’accurata ed emozionante indagine della Natura in ciascuna sua manifestazione. Le conclusioni appaiono sorprendenti.

Riflessioni silenziose.

Galleria fotografica di Davide Moltisanti
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Postato alle 17:20 di martedì, 01 luglio 2008
Postato da Socrathe

Non ho mai parlato di Socrathe.

È giunta l’ora.

Le origini

Socrathe, il nick name dal sapore antico, nasce per “singolar tenzone”, una sfida bella e buona, tra me, Socrathe, e Google. Sì, avete letto bene. La matematica dell’algoritmo di ricerca più potente al mondo che indicizza siti, parole chiave, nomi e numeri del web, contro la mia Vanitas. Vi spiego. Socrate è il nome del filosofo di cui tutti almeno una volta nella vita abbiamo sentito parlare. Google regala al Maestro almeno 2.000.000 di pagine indicizzate. Se avessi scelto Socrate come nick name avrei avuto poche speranze di essere visto e conosciuto nel web. Nasce Socrathe, univoco, con l’acca. Google impazzisce. «Chi è questo Socrathe, non lo conosco». L’algoritmo inizia a dare i numeri per davvero. Gli investigatori di Keywords -le parole chiave di ogni testo- della premiata agenzia Google sono in stato di allerta. Codice Rosso: « Socrathe non è indicizzato dal nostro database». È imbarazzo per i Keywords-bots (che è un diminutivo di ro-bots) ovvero processori ad altissima capacità di calcolo che hanno il compito di stanare la preda da indicizzare. E Google incassa la prima sconfitta. I bots, dopo aver indagato su milioni di riferimenti al mondo, notte e giorno, senza tregua, dichiarano alla base operativa che Socrathe non è il filosofo di Atene. Socrathe è Socrathe! È di Scicli quel birbante che s’è inventato l’acca d’interdizione. Con il figlio di Sofronisco non ha nulla a che vedere. Basta digitare su Google la parola Socrathe per rendersi conto. Tutti i risultati portano a Scicli e non ad Atene. Io con Socrate non ho proprio nulla da spartire. Quello era un filosofo per davvero, così dice Platone, io No. Lui non ha lasciato nulla, ma proprio nulla, di scritto. Io, sì. Bella differenza eh?

Mettere in difficoltà Google non è da tutti. Pensate a tutte le agenzie di comunicazione e valorizzazione di siti web che vendono links ed iscrizioni a directory iper-costose per spingere in quota Google un sito. A Socrathe, per scalare il paradiso del web rating, è bastata un'acca. Io ho dato voce ad una lettera da sempre muta e poco utilizzata nel giardino fonetico di ogni alfabeto. Ho rubato un nome nel paniere delle parole dove Google la fa da padrone, e l’ho fatto mio. Ho battuto Google con le sue stesse armi: le parole.


La prima pagina di "A general History of Pyrates" in copertina. La prima edizione è stata in Inglese. Ho letto il libro in lingua madre: Vanitas..

(se può servire ad identificarmi..)

Continua..

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Postato alle 15:49 di martedì, 01 luglio 2008
Postato da Socrathe

Mi stanno cercando...
meglio darsi alla macchia per un po' di tempo..

Dagli autori di Sud est 2.0:

Socrathe, da oggi è wanted





In questi mesi molti degli internauti di Sciclinews hanno voluto capire chi ci fosse dietro lo pseudonimo di Socrathe, l'opinionista di grido del giornale online di Peppè Savà, che in più occasioni ha saputo ironizzare sulle vicende politiche della nostra città. Noi tutti muoriamo dalla curiosità di sapere chi è, perchè, nel bene o nel male, ha saputo comunicare agli sciclitani in maniera diversa, più moderna e più fresca.

Pertanto da oggi questo blog lo dichiara, simpaticamente, un RICERCATO per il crimine "ri cugghiuniata alla politica sciclitana". A chi sarà capace di scoprire la sua identità sarà offerta, come ricompensa (reward), una pizza. Al Millenium, naturalmente.

Anche se per noi è ufficialmente un ricercato, gli auguriamo di tenere sempre alta la qualità dei suoi video e dei suoi testi, e sopratutto, di continuare a farci divertire.

Mandateci i vostri commenti su un probabile profilo di questo personaggio. E buona caccia...

scicli.blogspot.com

qui su Sciclinews
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