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giovedì, 05 giugno 2008
Salvatore Carbone, Turiddu16 giugno 2008, Nino Minardo sbarca con i suoi uomini a Scicli. È un massacro politico sotto il micidiale fuoco amico del PdL. La famiglia degli Uccieri della Catena ha il suo uomo migliore in campo, Turiddu, paracadutato oltre le linee nemiche. Arriva l’ordine dal comando supremo: “che sia ritrovato e rimandato a casa”. L'incarico è affidato ai soldati semplici Migliorìn e Rielah,  che con diciassette uomini e un interprete (per tradurre Migliorìn), partono alla sua ricerca. La missione è possibile: Turiddu sarà spedito a casa!

L’enfant prodige della politica sciclitana degli anni 70 -80, gloria suprema del partito socialista sciclitano, ricopre la carica di sindaco e più volte quella di assessore non per meriti sul campo (pur avendo una discreta preparazione militare-politica) ma grazie ad una serie di mandrakate che lo portano a stringere in quegli anni un patto d’acciaio con il Generale Peppe Drago.

Siamo negli anni novanta, un terremoto giudiziario travolge Scicli e i suoi uomini politici migliori, il Comune viene commissariato. Turiddu si mette da parte, entra strategicamente nel limbo delle dimenticanze politiche, di uomini e fatti, e si prepara ad un’altra mandrakata. Si rituffa nell'agone politico e i risultati non tardano a venire. Dopo vari tentativi di ri-salire sul carro del Drago, tutti rispediti al mittente, riesce a chiudersi nella stretta della biscia, in un primo tempo in quota Minardo, Riccardo, per poi seguire l’astro nascente di Spaccaforno, Mr Leontini, un civile, un filosofo, un intellettuale prestato alla politica. Si candida nella lista di Forza Italia, e alle amministrative del 2003, con l’ennesima mandrakata entra a far parte del consiglio comunale. Siamo al prestigio finale. Fine della legislatura. Turiddu chiude la pratica Leontini – qui le fonti discordano, poiché Mr Leontini con Turiddu non ha mai avuto nulla a che fare- e con un colpo di mano, transita dal MpA delle perdute forze Galiziane a Idea di Centro del giovane e inconsapevole Minardo..

Un film sotto il segno di una sospetta ridondanza, rivelata anche dal ricorso insistito alle riprese “a spalla” -allusione straordinaria alla festa del Gioia, portato appunto “a spalla” dalla tradizione Ucciera di Scicli- e agli effetti speciali. Film di forti impatti e molte bellezze, gli amici diventano nemici e la mandrakata è sempre dietro l’angolo. “La memoria diventa così - più che un'occasione per riflettere, per parlare di storia e di etica - un argomento nostalgico di propaganda” (Peppe Savà).

SALVATE IL SOLDATO TURIDDO è un film di guerra, di mandrakate e di politica. Il 16 Giugno a Scicli!

Socrathe
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mercoledì, 14 maggio 2008
2008-05-14 21:54
SCICLI: ULTIMO ATTO DELLA GIUNTA FALLA





Acquistati in mattinata due nuovi mezzi per la scerbatura del verde pubblico. Due elefanti (vedi foto) ed una giraffa, al momento in manutenzione, presi in leasing dalla M.O. di Roma.
La M.O. che fa capo alla bella ed esuberante imprenditrice della famiglia Orfei, la signora Moira, è società leader mondiale per la  fornitura di liotri da giardino e circensi.

 

«Per il 2008 sono previsti una serie di interventi di scerbatura e risistemazione del verde pubblico, ha precisato l'assessore al verde della giunta Falla, Bruno Occhipinti - questa amministrazione ha sempre puntato al recupero ed alla valorizzazione del territorio e delle aiuole, e con l'acquisto dei due liofanti ci siamo confermati come esempio unico di lavoro solidale uomo-animale nella storia delle amministrazioni pubbliche».

 

La città è nettamente divisa. La politica del verde "bello e solidale" si scontra con il malumore della gente che non ne può più di proboscidi erranti  e di colline puzzose e  fumanti che le due liotroscerbatrici lasciano in ogni dove. «Da una parte, non si può che rimanere soddisfatti del fatto che in tutta Europa siano apprezzati non poco per i tesori artistico e paesaggistici di Scicli - ha commentato un passante - dall'altra, invece non si può che rimanere rammaricati perché non risulta che nella nostra città, tali reperti - le colline puzzolenti e fumanti- riscontrino un tale successo, e l'acquisto dei due pachidermi non è condivisibile con l'esubero di personale in pianta organica»

 

Parole dure, forti, dal popolo che a Giugno sarà chiamato alle urne, e che condanna senza mezzi termini l'operato al verde dell'amministrazione Falla, e che lasciano presagire una campagna elettorale dai toni altrettanto duri e forti.


Domani, intanto, un consiglio comunale aperto, è stato convocato d'urgenza per discutere delle esalazioni liotriche non captate.

 

 Socrathe



In basso:

 la liotroscerbatrice in via Bixio





la liotroscerbatrice in azione a Jungi.


martedì, 15 aprile 2008

 

Nell'antichità greca e latina le Sibille erano vergini, giovani ma pensate talora come decrepite, che svolgevano attività mantica in stato di trance. Io, di attività mantiche so ben poco, in trance non sono mai caduto, non sono tanto giovane e neppure vergine, e manco decrepito a dire il vero. Che Varrone si sia scordato di me nell’elencare le sue dieci sibille?

Esercito la mia attività oracolare nei pressi di un antro, comunemente conosciuto come " l’antrone “. Vaticino su foglie di piretta. A volte anche di cutugna.

Le mie ultime profezie:

Dal Vangelo secondo Drago

Va’ e anche tu fa’ lo stesso

Pietro, detto Piero, l’apostolo della famiglia Torchi, che aspirava al regno ed alla successione, custode di tutte le verità, che s’era prodigato per il Maestro da sempre, reggendogli anche le bisacce, al grido di gioia dei fedeli -“Benedetto colui che viene nel nome di Drago! Osanna ad Orazio nel più alto dei cieli!- perdette i sensi e cadde privo di conoscenza al suolo. Nessuno si curò di lui.

-È il figlio dell’uomo; è tempo per me di farmi da parte e lasciare che egli faccia la mia volontà- E Orazio rispose alle parole del leader a stretto giro di Aramaico: - Fiat voluntas tua.

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Torchi difficilmente supererà quota 5.000 consensi, e Peppe Drago non tifa per nessuno, garantendo una leale par condicio ai tre. Per la serie «chi ha la faccia si marita, e chi no, rimane zita».

Orazio, dalla sua Scicli, uscirà fuori con un minimo di 6.000 fino ad un massimo di 8.000 voti. Fesserie? E per chi dovrebbero votare gli sciclitani? Per Ammatuna e Digiacomo del PD? Sindaci e tutori delle loro rispettive città? Ma chi li conosce, chi li ha mai visti per le strade del nostro paese, chi li ha mai sentiti spendere una sola parola per la nostra Scicli. E Scicli dovrebbe votarli? E per cosa, di grazia.

Orazio è il manifesto di un popolo che ha voglia di cambiare. Che vi piaccia  o No. È un uomo politicamente scomodo. Scomodo tanto agli avversari, quanto agli invidiosi e ai “politicamente colti” dei suoi concittadini che non riescono a digerire e mal sopportano che un uomo semplice, perbene, un uomo dalla faccia pulita e dall’animo onesto, che non avrà mai letto in vita sua di Demostene o della Gran Contessa Matilde di Canossa, sia eletto ad Onorevole del Parlamento siciliano.

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La via della Spana


 

appelli

vil chi lui segue, e solo

magnanimo colui

che sé schernendo o gli altri, astuto o folle,

fin sopra gli astri il mortal grado estolle.

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De Cutugna


 

 

 


Comizi rusticani. Piero fischiato a Modica, Peppe incorona Orazio


Mentre Piero Torchi a Modica saliva sul palco con Raffaele Lombardo, beccandosi i fischi di tutta una piazza, della piazza Matteotti, del suo popolo, della sua gente, di tutti quelli traditi dalla sua incosciente ambizione, il baffuto Peppe, a Scicli, tranciava giudizi e tracciava la rotta di Orazio: “Se Scicli risponde, noi faremo la nostra parte”. E mai pluraria maiestatis fu identificativo di un vero e scrosciante “io farò la mia parte”. Un Drago travolgente, impetuoso: “Insieme difenderemo la nostra città”, ha ricordato Peppe, nato a Scicli, in via Campanella, angolo corso Mazzini. Nessun freno, nessun capestro d’inibizione ad incoronare formalmente Orazio ad Onorevole della Regione Siciliana.

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domenica, 27 gennaio 2008

La giustizia italiana in soli sette giorni ha decimato un partito intero, l’Udeur; ha inchiodato lo sventurato Prodi sul trono di "nonno a tempo pieno", condannando al pagamento delle spese di carpenteria il Sindaco di Roma, Veltroni; ha spolpato i cannoli di ricotta che il Presidente della nostra Regione aveva ordinato per i Baccanalia de gratia plena, facendolo dimettere senza indugi; arresterà o ha già garantisticamente avvisato
‘o governatore 'e Napule, Bassolino, per quei pochi sacchi di mondezza non termovalorizzati e pubblicizzati ingiustamente da tutte le televisioni del mondo. La giustizia italiana ha veramente rotto i massoni.
Non ci resta che riesumare il Generale de Lorenzo e con un colpo di mano lo facciamo Capo del Governo ed il giullare da tre soldi, Grillo, Presidente della Repubblica. Che ne dite?
Da questo punto in poi leggerete l’apologia del nano cacaglio, del Masaniello del corriere dei piccoli, il  Marc’antonio dei puffi: Beppe Grillo(2).

Come hanno fatto gli Italiani ad inculturare nel già precario pensiero politico, le stronzate di un comico che non ha fatto mai ridere nessuno con la sua dislessia cronica e parsimoniosa di idee e contenuti, è tutt’ora un mistero. Stento veramente a crederci.
Non riesco a credere ai giovani della nostra Italia, naufraghi nel mare della commedia messa in scena da colui il quale, per primo, ha usufruito e goduto dei "mali" di questa "dannata" Repubblica (parole sue). Dal condono tombale per le tasse mai pagate, alla sanatoria edilizia per aver edificato abusivamente come il più avido dei mercanti di case e di palazzi (sottolineiamolo) sopra le colline della sua "cara" Genova. E che dire del suo blog, nato per far soldi a palate vendendo, insieme ai dvd dei suoi spettacoli, collegamenti ridondanti(3) ad holdings americane e giapponesi. Tutti i pecoroni della blogosfera godono nel passare i Grillo’s gadgets, ora ammastellati, ora pro De Magistris, ora pro parlamento pulito, dai santi laici al count down della pensione dei parlamentari, contribuendo inconsapevolmente alla sua, del Signor Giuseppe Grillo detto Beppe, nano certificato(1), giusta ed unica causa: far cassa.

Alla faccia vostra, cari beoti e mammalucchi! Vi siete mai chiesti come mai nelle menti solidamente coscienziose, le baggianate del comico genovese non attecchiscano? Riflettete bene prima di darvi una risposta.

Comprendo benissimo che avere una coscienza critica, oggi, con quel che passa il convento, la scuola e l'editoria, è assai difficile. Prestare orecchio alle diafone grida di quel nano tartaglione(2), che non ama il contraddittorio, è abuso di potere nei confronti del proprio sistema cognitivo.

Adesso il messia de’ noantri ha occupato ufficialmente il campo della politica. Sente odor di elezioni. Sente odor di soldi. I privilegi della casta politica lo attenderanno a braccia aperte. La “casta” editoriale, quella del libro di Rizzo e Stella per intenderci, avrà già favorito il suo conto corrente, per la pubblicità passata dal blog. Anche Grillo tiene famiglia!

Cittadini informati quotidianamente e liste civiche! Pro domo sua, sottolineiamolo. Il nano dislessico, balbuziente anche nei pensieri, ha creato un portale dove certificare i "partiti dei cittadini"; li "bollerà" ancora una volta con l'ebete sorriso da vetero-idiota.

Il suo conto corrente sorriderà ancor di più quando i beoti lo delegheranno al cda della Telecom Italia.
Eh sì.. prendiamoci Telecom. Ma chi deve "prendere" la Telecom Italia?Lui, il nano parlante? O la banca d'affari  Jp Morgan? Aderite ragazzi e ragazze, aderite.. fatelo godere. Che stupida Italia, che stupida gente.

_______________________________________

Socrathe

Note:
1: è alto un metro e una minchia. E su questo non ci piove.
2: Nano cacaglio, Masaniello del corriere dei piccoli, Marc’Antonio dei puffi, godono del diritto di autore Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia License by La Discarica dei Benpensanti-Socrathe.
3: i gadgets che i blogidioti mettono nel loro spazi in rete, sono univoci punti controllati a piacimento dalle società di advertising, per sniffare i gusti dei naviganti. Questo nessuno ve l’ha mai detto! La mission della società editoriale di Grillo, La Casaleggio Associati è «di sviluppare consulenza strategica di Rete per le aziende e di realizzare Rapporti sull’economia digitale». Altro che signoraggio e casta delle banche!!!!

[Grillus] Animale, annoverato tra gl' insetti, che son quegli, che per lo più nascon di putredine. Lat. grillus. Gr.  grullos.  Ne sono di varie sorte, così di colore, come di forma: hanno l' ale di cartilagine: e quella sorta di essi, che son bassi, e pelosi, si chiamano contapalle. [...] Vai all'articolo su Sciclinews

L'antiGrillo, Socrathe

 

martedì, 15 gennaio 2008
San Biagio, protettore delle discaricheAl Prefetto di Ragusa.
e p.c. al Presidente del Consiglio dei Ministri.
 


Eccellenza, Signor Premier,
siamo siciliani, o meglio sciclitani, un popolo di massari, campieri e gabelloti. Sarebbe nostra gioia accogliere la mondezza degli amici napoletani nella gradevole discarica che insiste sul nostro territorio.

Il luogo è ameno ed ha anche un bel nome, quello di un Santo: Biagio. La scelta del titolo per il centro delle riposte lordure non fu casuale, e storicamente necessitata è la giustificazione della nostra occorrenza.

Biagio era medico e venne nominato vescovo della sua città, al pari del medico Cantore (per dirla sempre col Foscolo) proclamato Sindaco del suo paese: Scicli. A causa della sua fede, Biagio muore martire ed è Santo subito. Il nostro Imperator de Badiula et Senator de Stradanova defendenda è ancora in vita. È stato comunque in fama di santità. L’analogia agiografica tra i due medici è sorprendente ed a dir poco imbarazzante. Ecco quel che scrive l’arciprete Antonino Carioti a tal riguardo, nelle sue notizie storiche della città di Scicli:

“.. A causa della sua fede, tanto poco cattolica quanto esageratamente comunista, il Sindaco di Scicli venne politicamente imprigionato dai Modicani; al momento della “cattura” fu lasciato solo dagli eremiti amici suoi che fuggirono assai prima del ratto; durante il processo rifiutò di rinnegare fede e dottrina e, per punizione, fu straziato con i pettini di ferro che si usano per cardare la lana e condannato ad ospitare nel suo territorio, ad perpetuum e senza obolo alcuno, la mondezza della Contea.

Nella causa ad beatificandum del medico Sindaco, il tormento della condanna dell’editto Modicano, scontato giorno per giorno dai suoi concittadini, non agevolò tuttavia il processo di glorificazione. L’iter di beatificazione si arrestò alla canonizzazione e non passò mai per gli uffici di Roma.

Una motivazione plausibile del mancato supplizio [che l’avrebbe fatto Santo!] del Sindaco di Scicli, già Imperator de Badiula et Senator de Stradanova defendenda, può essere trovata nel dissidio dell’allora Margherita e del fu partito dei Democratici di Sinistra, che portò a persecuzioni locali, con distruzione di chiese dopo il restauro, chiusura di strade e viuzze basolate, condanne ai lavori forzati per i Democratici Cristiani e lobotomia indotta per Comunisti e Rifondaroli.

La rivoluzione delle coscienze d’allora deviò l’impeto della rivalsa popolare su argini clementi, e del doveroso martirio del medico non se ne seppe più nulla .. ”
Così fu la storia della discarica di San Biagio e del Sindaco nostro Cantore, Santo mancato.

Questa breve e cauta discesa tra le rapide del passato, breve per ragioni di spazio, e cauta per la scarsa attendibilità delle fonti, segna il passo alla nostra querela: rendeteci ciò che la Storia ci deve e che il nuovo Presidente dell’Ato, con la paventata chiusura del sito, vuole per sempre distruggere.

Eccellenza, Signor Premier, siamo pronti ad accogliere, nel giubilo e nel gaudio della nostra antica tradizione monnezzara, la «dovizia» omogeneizzata e compattata dei nostri fratelli borbonici, dignitosamente non differenziata e ripudiata da tutti. Ne abbiamo fatto una questione morale, ancor prima che storica e conservatrice di valori e ideali, da difendere e tramandare, e che nessuno mai potrà cancellare.

Abbiamo bisogno delle malformazioni fetali e dei tumori della nostra discarica per andare avanti.
La mondezza conferita da Modica, mai captata e tanto meno pagata, da sola, non soddisfa più le già meste aspettative. Consegnate qualche tonnellata di nostalgica sozzura al popolo di Scicli.

È la nostra ultima et umile preghiera.
 

 

La lettera è semiseria.
L'agiografia di San Biagio credo sia attendibile. Quella del Sindaco di Scicli, verosimile.
Ringrazio Santhippe per le notizie riguardo lo storico Carioti, per la consecutio.. ad defendenda,  e  per avermi sopportato sino ad oggi.  leggi l'articolo su Sciclinews

e questi ci copiano pure.. leggete qui: I rifiuti di Napoli finiscono anche nella discarica di San Biagio
 I Barbari, non erano né rozzi né incolti. Prendo spunto da un articolo di  Rumiz -La repubblica-, per rispondere alla colta e cara Santhippe. Non erano rozzi affatto, diletta amica. "Le aristocrazie barbare e romane avevano gli stessi modelli di autorappresentazione. L´imperatrice Amalasunta, sesto secolo, non me voglia la cara Santhippe se mai l'ha sentita nominare dalle sue parti, è in tutto e per tutto bizantina; la figlia di Teodorico l´ostrogoto ha scettro, corona, globo e dalmatica; abbina magnificamente la potenza del Nord con la raffinatezza d´Oriente, è una valchiria nei panni di Teodora, imperatrice costantinopolitana." E che dire della croce votiva visigota di Cluny, capolavoro di oreficeria e omaggio commovente alla Chiesa di Cristo, per non parlare del reliquiario merovingio dell´abbazia Svizzera di Sain Maurice d´Agaune, un barbarico cofanetto che ingloba un cammeo classico. [...]
Su una cosa devo per forza inchinarmi alla sua ragione, Santhippe cara, il ruolo della Chiesa. I barbari avevano un solo desiderio: integrarsi. E per integrarsi "veramente" erano costretti a divenir cristiani. Gli esempi non mancano tra gli Alemanni, gli Svevi, i Vandali, i Goti ed i Longobardi. Il cristianesimo, poteva benissimo vivere accanto alle tradizioni, alla cultura di questi antichi immigrati, poteva "inculturarsi" meglio con loro, senza togliere nulla alle loro identità.
Forse è anche per questo se l'eredità monumentale di Roma, dell'Impero, si è conservata sino ad oggi integra (o quasi). Grazie ai Barbari, integrati e colti!

Socrathe

[...] Le parole di Santhippe [...]Soltanto due: una riguarda la Chiesa che, a quanto pare, non raccoglie le sue simpatie. Posso essere d'accordo con lui per moltissimi aspetti, ma un merito alla Chiesa, anche turandoci il naso, lo dobbiamo pur riconoscere: quello di aver salvaguardato e tramandato alla posterità la Cultura che, senza la sua benemerita opera, si sarebbe imbastardita  o sarebbe addirittura sparita, travolta dalle orde barbariche di cui, ancora oggi, vediamo purtroppo parecchi discendenti ed epigoni.

 

sabato, 08 dicembre 2007

 

 





Con affetto, Socrathe







Popolari.. non solo case!!



Le strade della nostra vita: 25!!!






L'unico comunista che votava Democrazia Cristiana... Mario  la Ro..klaus



La porpora che dona!!!!




Allieggiu..
Natale.. Uber Alles

Lettera del Dott. Implatinisu Sciclinews

La mia risposta

Gentilissimo Dottore Implatini,

desidero innanzi tutto far pervenire le mie di scuse, qualora il moderatore non avesse già avuto la grazia e la cortesia di presentarle.

Non sono un comunista, Dottore, e neppure tanto vetero, mi creda. Non sono il curatore della toponomastica del nostro paese così come non rappresento l’agenzia monomandataria delle assolute verità della polis.

Non mi nascondo dietro un nick.

Socrathe è manifesta identità, concreta spiritualità, impalpabile fisicità d’espressione. L’anagrafica certezza della mia presenza in questo Mondo, non è stata mai messa in discussione. Le mie formali generalità qui non servono. Lei sul giornale on line del nostro paese ha aggredito a parole il blogger dall’antico nome, così come al cinema ha amato la Loren. Della rispettabilissima signora Scicolone, -coniugata Ponti-,  non saprebbe che farsene.

Su Sciclinews commentiamo il quotidiano scorrere politico del nostro paese, ora con scomodi articoli ora con mal ritoccate foto, divertendo, distraendo, infastidendo. In nessuna occasione  abbiamo offeso alcuno. Abbiamo provocato, mai ingiuriato.

Mi perdoni il plurale, scrivo a nome di tutti quelli che, come me, hanno fatto sino ad oggi così.
Lo scopo, se un fine alle vane parole desideriamo a ragion di forza prestare, rimane quello di un sano sorriso, travestito da critica sagace, da cauto disappunto nella nostra comunicazione libera e di confine: la satira.

Il suo disagio non trova spazio nell’armadio delle nostre libertà. L’ingenua foto, nella sottile ricerca del paradossale, era il via libera al cambio di stagione suo e del suo nuovo partito. La contrarietà del suo istinto non ha aiutato il gradito rinnovo. La foto che ha fatto rimuovere saldava i conti con il suo passato omaggiandone il presente.

La Giunta delle nostre espressioni, non ha mai messo ai voti la serietà della sua persona.

Mi perdoni ancora, Dottore Implatini, ma.. il nostro Sindaco, il consigliere Gambuzza, il Dottore Susino, il consigliere Verdirame, l’Onorevole Ragusa, Il Dottore Piccione, l’assessore Venticinque, il consigliere Carbone, l’ingegnere Cannata, l’assessore La Rocca, il consigliere Aquilino, l’avvocato Gentile, il professore Giannone, il vice Sindaco Muccio, il consigliere Rivillito, la Dottoressa Padua, ..,  cosa sarebbero a suo modo di vedere.. degli stolti che subiscono la satira passivamente?

Lei ha dichiaratamente offeso l’intelligenza, la passione e l’onore di queste gentildonne e di questi galantuomini che investono, con quotidiano impegno, il loro preziosissimo tempo, nella ricerca del bene collettivo. Il contributo delle parole mie e di tutti a commento degli articoli di questo Giornale, è stato da sempre votato al consolidamento della credibilità della nostra classe dirigente, dei nostri politici. Un’analisi costante della qualità della Politica per una rinnovata e ritrovata fiducia dei cittadini.

Lei, Dottore Implatini, ha fatto politica da tutta una vita senza mai farla veramente; ha scelto di farla oggi per un giorno solo con la passione di un’antica vita.

Socrathe

sul giornale on line di Scicli, la trovate qui



Hoc est iuditium mundi


L’onorabilità e la rispettabilità dei protagonisti delle foto ritoccate, rimane immutata. La stima nei loro confronti è alta da sempre. Che sia chiaro, a tutti.

Potremmo dissertare di scienza della politica, ragionar di letteratura, discorrere di epistemologia del nulla. Sul forum rimarremmo in tre, moderatore escluso.

Le vignette non tolgono consensi e credibilità a nessuno, aggiungono solo sorrisi alla poco felice immagine del nostro paese.

Non solleveremo certamente le sorti del nostro già incerto futuro, con politiche di condanna verso la satira a buon mercato  che Scicli news offre.

Occorre denunciare altro.. gente, altrove.  Scicli news non sarà mai l’opportuna sede per avere  giustizia degli elogi mancati.

Buon inizio settimana

Socrathe®

 

«vide me, et tu tenteris, et omnia mihi licet, sed non omnia expediunt et iam non secundum charitatem ambulas, vel scandalizas fratrem »


 

sciclinews.com/mostra_news.php

giovedì, 22 novembre 2007
Dott. Franco Susino
 
Onorevole Orazio Ragusa..
ci sarà l'accordo udc scicli patto per scicli?
mah..


È una lista civica. È del Dottor Susino..

 



I discepoli di Fidia: Le due veneri

 

Rescripta.. “Può essere un buon sindaco..”

- Susino è una brava persona

[siamo tutti delle brave persone in questo mondo; anche la Medica del Pd che l’ha pigliato a pesci in faccia sei mesi fa.. lo è; anche il consigliere della Stradanova, Medico e Sindaco del nostro paese.. lo è, anche il Prof. Enzo Giannone, più di Susino, più della Medica e del Medico messi assieme.. lo è; in politica esser solamente delle brave persone, non basta!!]

è 1 dei pochi che fa politica non per interessi personali ma per il bene della città

[ricordiamo con piacere un “suo bene” per la città: aver approvato in una sola notte, al buio e senza udir le ragioni del popolo, il piano regolatore; devozioni mai ascoltate, tante.. tranne una: la preghiera per i terreni e gli uliveti della Mater curia.. fu accolta nel paradiso delle varianti.  Venne cacciato dalla Presidenza del Consiglio dagli amici suoi .. tempo dopo, non per le olive del prete.. non per interessi personali ma.. per il bene della città]

- alla Provincia ha avuto il coraggio (i c.) di schierarsi contro gli interessi non chiari legati alla discarica per pericolosi (la Padua, 25, RG dove erano?)

[a Scicli intanto, l’amico suo Sindaco, in sella al potere da 10 anni, approva il conferimento della mondezza barocca, esalante e non captata; La Padua pensava al Pd, 25 completava il piano recupero strade in tutta la provincia, RG si era già dimesso da consigliere provinciale.]

- da medico ha avuto il coraggio (i c.) di contestare il manager Manno, incurante del fatto che fosse il suo capo (la Padua, 25, Rg dove erano?)

[sì.. l’ha contestato per i buoni pasto non goduti e mai pagati, in quanto assente da sempre in virtù dei permessi politici; manco sapeva chi fosse Manno (ecco l’incuranza!!).. non poteva di certo avanzare condanne per il carico di lavoro.. già poco impegnativo!
La Padua, 25, Rg che c’entrano con le querele sindacali e personali!! Comunque.. 
la Padua pensava sempre al Pd, 25 lavorava senza sosta per onorare gli impegni di governo presi;
RG dal canto suo, chiedeva ufficialmente la testa del Manager all’assessore regionale per la Sanità. Per gli ammanchi nei bilanci delle Ausl  Siciliane..  (leggi qui la dichiarazione); di politiche retributive creditorie..  in busta paga, l’Onorevole Ragusa non ha mai parlato con  nessuno !!!]

- ha l'esperienza giusta per governare una città difficile come Scicli, dove alcuni consiglieri comunali hanno strani rapporti con pregiudicati;

[ecco.. che la città di Scicli fosse difficile.. per basole da proteggere e parcheggi mancanti, saremmo anche tutti d’accordo. Riguardo agli “strani rapporti” dei consiglieri comunali.. beh.. è eticamente giusto.. non parlarne. Ciascuno è libero di fare sesso come vuole e con chi vuole!! Ohh..]

- se eletto, probabilmente sarà un sindaco a tempo pieno, perché è vicino all'età della pensione

[che si goda la pensione in santa pace; nessuno lo disturberà!]

- sa parlare a destra e sinistra

[sa fare solo quello, parlare a vanvera]
per i tanti.. dal palato esigente e raffinato:
la locuzione "a vanvera", in uso dalla fine del millecinquecento, è stata da me impiegata nel significato di "a casaccio, senza fondamento, senza senso".

- è l'uomo del dialogo

[i cosi giusti.. è di compagnia.]

- è l'unico che parte da un consenso popolare esteso

sì.. è steso da tempo il suo consenso..

 

Beati qui.. a beatitudine politica habent perpetuitatem, nam civitatis rector studere debet ad bonum civitatis perpetuo conservandum, unde dicit in saecula saeculorum.

 

Socrathe


 È cosa buona e giusta..

Ecco l’ultimo degli Evirati cantori. Ancora un Medico, ancora un Senator Consultum de  Stradanova.. La discarica della loro vergogna non sarà mai piena. Che tornino a Cos.. alle loro antiche missioni! I ricordi.. debiti di tempo già onorati, già riscossi.
Non vorrei che l’Assessore dai corti calzoni e ciabatta di regime.. tornasse ad essere di governo per altri cinque anni… Mai sia!!!

 

Beati qui.. a beatitudine politica habent perpetuitatem, nam civitatis rector studere debet ad bonum civitatis perpetuo conservandum, unde dicit in saecula saeculorum.

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 Si candida a Sindaco..