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16 giugno 2008, Nino Minardo sbarca con i suoi uomini a Scicli. È un massacro politico sotto il micidiale fuoco amico del PdL. La famiglia degli Uccieri della Catena ha il suo uomo migliore in campo, Turiddu, paracadutato oltre le linee nemiche. Arriva l’ordine dal comando supremo: “che sia ritrovato e rimandato a casa”. L'incarico è affidato ai soldati semplici Migliorìn e Rielah, che con diciassette uomini e un interprete (per tradurre Migliorìn), partono alla sua ricerca. La missione è possibile: Turiddu sarà spedito a casa!permalink ::::: Grazie per i vostri commenti (popup) :::: commenti :::: categoria : drago, sindaco, discarica, scicli, amministrative 2008, bellicapelli, sciclinews, sindaco di scicli, discarica benpensanti, discarica dei benpensanti, leontini, sindaco scicli, scicli è sole è cieli è mare, idea di centro, salvate il soldato turiddu, mandrakata, silvio galizia

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| 2008-05-14 21:54 |
| SCICLI: ULTIMO ATTO DELLA GIUNTA FALLA |
Acquistati in mattinata due nuovi mezzi per la scerbatura del verde pubblico. Due elefanti (vedi foto) ed una giraffa, al momento in manutenzione, presi in leasing dalla M.O. di Roma.
«Per il 2008 sono previsti una serie di interventi di scerbatura e risistemazione del verde pubblico, ha precisato l'assessore al verde della giunta Falla, Bruno Occhipinti - questa amministrazione ha sempre puntato al recupero ed alla valorizzazione del territorio e delle aiuole, e con l'acquisto dei due liofanti ci siamo confermati come esempio unico di lavoro solidale uomo-animale nella storia delle amministrazioni pubbliche».
La città è nettamente divisa. La politica del verde "bello e solidale" si scontra con il malumore della gente che non ne può più di proboscidi erranti e di colline puzzose e fumanti che le due liotroscerbatrici lasciano in ogni dove. «Da una parte, non si può che rimanere soddisfatti del fatto che in tutta Europa siano apprezzati non poco per i tesori artistico e paesaggistici di Scicli - ha commentato un passante - dall'altra, invece non si può che rimanere rammaricati perché non risulta che nella nostra città, tali reperti - le colline puzzolenti e fumanti- riscontrino un tale successo, e l'acquisto dei due pachidermi non è condivisibile con l'esubero di personale in pianta organica»
Parole dure, forti, dal popolo che a Giugno sarà chiamato alle urne, e che condanna senza mezzi termini l'operato al verde dell'amministrazione Falla, e che lasciano presagire una campagna elettorale dai toni altrettanto duri e forti.
Domani, intanto, un consiglio comunale aperto, è stato convocato d'urgenza per discutere delle esalazioni liotriche non captate.
Socrathe


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«Il risultato delle elezioni conferma quanto andiamo dicendo da tempo: i lavoratori non si sentono più rappresentati da forze politiche e sociali incapaci di dare risposte vere ai loro problemi concreti» Luca Cordero Di Montezemolo non è un fesso. Non si è inventato nulla. I giornalisti di partito gridano allo scandalo, ma così non è. Ecco le colpe dell’ultimo governo di sinistra della nostra repubblica. Ultimo non in ordine di accadimenti. Ultimo in senso categorico e assoluto. Vi spiego il perché. La seconda avventura di Romano Prodi a Palazzo Chigi è finita per le liti a sinistra. Nella prima esperienza di governo (1996-1998) Prodi vantò l’ingresso nell’euro. Dieci anni dopo i suoi meriti sono difficili da individuare. Soprattutto per l’elettorato dell’ex Unione, di sinistra ed anche comunista: le tasse hanno pesato di più sui redditi bassi, il potere d’acquisto si è ridotto, l’insicurezza sociale è aumentata, in particolare per i ceti meno tutelati.
Romano Prodi era salito a Palazzo Chigi il 17 maggio 2006 con un pil stimato dall’Istat in aumento dell’1,5 per cento rispetto al 2005. Il Fondo monetario internazionale il 4 aprile scorso ha rivisto al ribasso la crescita italiana. Nell’ottobre del 2007 il Fondo la collocava all’1,3 per cento, a inizio marzo del 2008 è stata ritoccata allo 0,6 ma il deterioramento dell’economia globale e le debolezze strutturali dell’Italia hanno suggerito un downgrade allo 0,3 per cento. Male anche la produttività: il Factbook 2008 dell’Ocse dice che l’Italia tra il 2001 e il 2006 tra i paesi industrializzati è il fanalino di coda per la produzione pro capite da lavoro, un dato inferiore allo 0,5 per cento. A marzo 2008 l’inflazione è schizzata al 3,3 per cento su base annua, superando il record del 1996 (2,9). A fine 2005 era all’1,9 per cento. Ma questi sono dati statistici. Il vero problema è la perdita di potere d’acquisto delle famiglie e l’equità sociale del caro vita. Secondo
Il risanamento dei conti è il vanto del governo Prodi. Vero? Solo per il deficit rientrato sotto il 3 per cento evitando le sanzioni dell’Ue. Molto meno per il debito pubblico: a fine 2005 era al 105,8 del pil (dopo il minimo storico del 103,7), nel 2006 è salito al 106,5, l’intenzione era di lasciarlo al 104 per cento.
Ma a inizio 2008 si è prodotto un buco di 7 miliardi, in gran parte per i contratti pubblici. La spesa pubblica, mai ridotta, è aumentata del 4,5 per cento e gli interessi sono saliti del 12,4. Risultato: il costo dello Stato per i cittadini è salito al 46,3 per cento del pil. A questo aggiungiamo il fallimento delle privatizzazioni assenti e delle liberalizzazioni scritte sulle «lenzuolate» di Pierluigi Bersani e Vincenzo Visco. Con effetti talvolta paradossali: l’aumento delle licenze dei taxi, per esempio, ha fatto crescere il costo della corsa a Roma e Milano. Un provvedimento atteso come quello sulla portabilità dei mutui viene ignorato dalle banche che hanno i servizi più cari d’Europa. Le tariffe rcauto superano il tasso di inflazione e il fallimento della riforma dei servizi pubblici locali ha impedito l’abbassamento dei costi su settori come la distribuzione di acqua ed energia. La vendita dei farmaci nei supermercati ha ridotto il prezzo ma l’offerta è scarsa rispetto al mercato, l’abolizione del costo della ricarica telefonica è stata spalmata sui piani tariffari. Le Poste si sono segnalate per l’aumento del prezzo del francobollo. Un bilancio magro per chi voleva stare dalla parte del cittadino-consumatore.
Pensioni, lavoro, redditi, spesa pubblica, tasse, risparmio. Un governo sbilanciatissimo a sinistra non ha detto una sola parola a favore dei ceti medi e bassi. È stato fallimentare in tutto. Cosa ci si poteva aspettare dalle urne?
Sarà difficile ricostruire il consenso, oramai perduto per sempre. Berlusconi accoglie come un Re, nella sua reggia, il Presidente dell’ex Unione Sovietica? L’hanno incoronato gli italiani e tutto un popolo che fu di sinistra. Purtroppo.
Socrathe
-fonte dati statistici: Panorama, Il sole 24 ore, Cgil-
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Nell'antichità greca e latina le Sibille erano vergini, giovani ma pensate talora come decrepite, che svolgevano attività mantica in stato di trance. Io, di attività mantiche so ben poco, in trance non sono mai caduto, non sono tanto giovane e neppure vergine, e manco decrepito a dire il vero. Che Varrone si sia scordato di me nell’elencare le sue dieci sibille?
Esercito la mia attività oracolare nei pressi di un antro, comunemente conosciuto come " l’antrone “. Vaticino su foglie di piretta. A volte anche di cutugna.
Le mie ultime profezie:
Dal Vangelo secondo Drago
Pietro, detto Piero, l’apostolo della famiglia Torchi, che aspirava al regno ed alla successione, custode di tutte le verità, che s’era prodigato per il Maestro da sempre, reggendogli anche le bisacce, al grido di gioia dei fedeli -“Benedetto colui che viene nel nome di Drago! Osanna ad Orazio nel più alto dei cieli!- perdette i sensi e cadde privo di conoscenza al suolo. Nessuno si curò di lui.
-È il figlio dell’uomo; è tempo per me di farmi da parte e lasciare che egli faccia la mia volontà- E Orazio rispose alle parole del leader a stretto giro di Aramaico: - Fiat voluntas tua.
Torchi difficilmente supererà quota 5.000 consensi, e Peppe Drago non tifa per nessuno, garantendo una leale par condicio ai tre. Per la serie «chi ha la faccia si marita, e chi no, rimane zita». Orazio, dalla sua Scicli, uscirà fuori con un minimo di 6.000 fino ad un massimo di 8.000 voti. Fesserie? E per chi dovrebbero votare gli sciclitani? Per Ammatuna e Digiacomo del PD? Sindaci e tutori delle loro rispettive città? Ma chi li conosce, chi li ha mai visti per le strade del nostro paese, chi li ha mai sentiti spendere una sola parola per la nostra Scicli. E Scicli dovrebbe votarli? E per cosa, di grazia.
Orazio è il manifesto di un popolo che ha voglia di cambiare. Che vi piaccia o No. È un uomo politicamente scomodo. Scomodo tanto agli avversari, quanto agli invidiosi e ai “politicamente colti” dei suoi concittadini che non riescono a digerire e mal sopportano che un uomo semplice, perbene, un uomo dalla faccia pulita e dall’animo onesto, che non avrà mai letto in vita sua di Demostene o della Gran Contessa Matilde di Canossa, sia eletto ad Onorevole del Parlamento siciliano.
La via della Spana

appelli
vil chi lui segue, e solo
magnanimo colui
che sé schernendo o gli altri, astuto o folle,
De Cutugna
Mentre Piero Torchi a Modica saliva sul palco con Raffaele Lombardo, beccandosi i fischi di tutta una piazza, della piazza Matteotti, del suo popolo, della sua gente, di tutti quelli traditi dalla sua incosciente ambizione, il baffuto Peppe, a Scicli, tranciava giudizi e tracciava la rotta di Orazio: “Se Scicli risponde, noi faremo la nostra parte”. E mai pluraria maiestatis fu identificativo di un vero e scrosciante “io farò la mia parte”. Un Drago travolgente, impetuoso: “Insieme difenderemo la nostra città”, ha ricordato Peppe, nato a Scicli, in via Campanella, angolo corso Mazzini. Nessun freno, nessun capestro d’inibizione ad incoronare formalmente Orazio ad Onorevole della Regione Siciliana.permalink ::::: Grazie per i vostri commenti (popup) :::: commenti :::: categoria : udc , discarica, messia, scicli, sciclinews, socrathe, discarica benpensanti, torchi, peppe drago, orazio ragusa, palme agitate, difendi scicli, regionali 2008, comizi rusticani, sibilla cumana, fiat voluntas tua, via della spana, benpensante
“Ma che ve lo dico a fare a voi figli di quella Contea di Modica, regnum in regno, che grazie all’autonomia ha vissuto fasti per 400 anni. Fasti di cui adesso godete e fate godere..”. Dal palco dei comizi modicani, il confederatore Lombardo parla alla platea del suo MPA. Doveva essere un comizio di coalizione. Così non è stato.
A Modica un sonoro coro di fischi consumava il destino di Piero. A Scicli, a pochi chilometri dal palco di Piazza Matteotti, Peppe Drago incorona Orazio in un tripudio di emozioni: Voi fate il vostro, che io faccio il mio.
Socrathe
Leggilo su Sciclinews
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Me ne andavo bel bello per le calli solitarie di quella via che fu di Damasco e che adesso da Modica giunge a Scicli per
Ero solo alla prima stazione di quella che sarebbe stata la via della mia croce. Un'altra sparizione! Quei pali di legno, che tanto onore avevano offerto ai cavi sospesi della Sip -da quando l’uomo inventò il telefono, e che avevano sopportato in silenzio il nodo della bianca cravatta del mio Orazio, la maglia rosa della rotta di Piero in manifesto ora trattengono.
Iniziai la mia “discesa” pastorale" da umile e dotto vicario dell’imprecazione. A tutti i Santi del ciel del Paradiso m’appellai: Sant’Antonio aiutami tu! Sant’Aurelio prega per noi.. […] San Giuseppe trattienimi tu! Quest’ultima preghiera fu accolta nel regno dei cieli.
I Santi Peppe e Giuseppe non stanno mica nella casa del Padre a pettinar le bambole! Una voce angelica dall’ipod mi disse: calmati figliol mio, altrimenti finisce a schifìu. Piero sarà “menato” a guisa et maniera.
Mi calmai, proseguii nel mio cammino. Lasciai il buio dei tornanti della via della Spana e giunsi finalmente a Scicli. Ed ecco la luce, la folgore del mio destino.
Un Manifesto di venti metri quadri illumina di cremisi la via che fu di Colombo, appunto via Colombo:

appelli
vil chi lui segue, e solo
magnanimo colui
che sé schernendo o gli altri, astuto o folle,
fin sopra gli astri il mortal grado estolle.
Socrathe
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