header
La Discarica dei Benpensanti

About me

http://www.ragusanews.com

Nascimento.jpg

Partecipano:

Un Uomo Libero

Santhippe

Facebook

Il profilo di Socrathe Di Socrathe
Profilo Facebook di Socrathe Di Socrathe
Crea il tuo badge

Il profilo di Socrathe Di Socrathe
Profilo Facebook di Socrathe Di Socrathe
Crea il tuo badge

Articoli

Commenti

Categorie

Fate voi

Segnalato su

Free PageRank Checker

http://www.sciclinews.com

Foto recenti

Vedi altri media

Link amici

Socrathe's

Socrathe's

Socrathe's

News

Archivio

Box

Versiinlibertà.jpg

Contatore visite

web tracker

Licenza Creative

Creative Commons License

Credits

giovedì, 05 giugno 2008
Salvatore Carbone, Turiddu16 giugno 2008, Nino Minardo sbarca con i suoi uomini a Scicli. È un massacro politico sotto il micidiale fuoco amico del PdL. La famiglia degli Uccieri della Catena ha il suo uomo migliore in campo, Turiddu, paracadutato oltre le linee nemiche. Arriva l’ordine dal comando supremo: “che sia ritrovato e rimandato a casa”. L'incarico è affidato ai soldati semplici Migliorìn e Rielah,  che con diciassette uomini e un interprete (per tradurre Migliorìn), partono alla sua ricerca. La missione è possibile: Turiddu sarà spedito a casa!

L’enfant prodige della politica sciclitana degli anni 70 -80, gloria suprema del partito socialista sciclitano, ricopre la carica di sindaco e più volte quella di assessore non per meriti sul campo (pur avendo una discreta preparazione militare-politica) ma grazie ad una serie di mandrakate che lo portano a stringere in quegli anni un patto d’acciaio con il Generale Peppe Drago.

Siamo negli anni novanta, un terremoto giudiziario travolge Scicli e i suoi uomini politici migliori, il Comune viene commissariato. Turiddu si mette da parte, entra strategicamente nel limbo delle dimenticanze politiche, di uomini e fatti, e si prepara ad un’altra mandrakata. Si rituffa nell'agone politico e i risultati non tardano a venire. Dopo vari tentativi di ri-salire sul carro del Drago, tutti rispediti al mittente, riesce a chiudersi nella stretta della biscia, in un primo tempo in quota Minardo, Riccardo, per poi seguire l’astro nascente di Spaccaforno, Mr Leontini, un civile, un filosofo, un intellettuale prestato alla politica. Si candida nella lista di Forza Italia, e alle amministrative del 2003, con l’ennesima mandrakata entra a far parte del consiglio comunale. Siamo al prestigio finale. Fine della legislatura. Turiddu chiude la pratica Leontini – qui le fonti discordano, poiché Mr Leontini con Turiddu non ha mai avuto nulla a che fare- e con un colpo di mano, transita dal MpA delle perdute forze Galiziane a Idea di Centro del giovane e inconsapevole Minardo..

Un film sotto il segno di una sospetta ridondanza, rivelata anche dal ricorso insistito alle riprese “a spalla” -allusione straordinaria alla festa del Gioia, portato appunto “a spalla” dalla tradizione Ucciera di Scicli- e agli effetti speciali. Film di forti impatti e molte bellezze, gli amici diventano nemici e la mandrakata è sempre dietro l’angolo. “La memoria diventa così - più che un'occasione per riflettere, per parlare di storia e di etica - un argomento nostalgico di propaganda” (Peppe Savà).

SALVATE IL SOLDATO TURIDDO è un film di guerra, di mandrakate e di politica. Il 16 Giugno a Scicli!

Socrathe
Leggilo su Sciclinews

venerdì, 16 maggio 2008
Ho visto Pierre, sì, l'ho visto, ne sono sicuro, era lui. Era proprio lui.
Pierre non poteva mancare all'appuntamento più importante. Pierre c'è. E Pierre c'è non per scelta o per colore, Pierre c'è semplicemente per Scicli e per Giovanni Venticinque Sindaco. Pierre, il nostro Pierre, c'è. Nel Movimento per l'Autonomia di Scicli, Pierre c'è. E Giovanni Venticinque c'è, almeno per ora c'è. Sarà solo per pochi giorni ma c'è. Sul manifesto di Pierre c'è.  E la convinzione di Pierre di tornare sui banchi del consiglio comunale c'è. Intanto c'è. Sui manifesti c'è. Ma per rifarli c'è ancora tempo!

Pier Luigi Aquilino, Pierre, c'è!

Socrathe 

mercoledì, 14 maggio 2008
2008-05-14 21:54
SCICLI: ULTIMO ATTO DELLA GIUNTA FALLA





Acquistati in mattinata due nuovi mezzi per la scerbatura del verde pubblico. Due elefanti (vedi foto) ed una giraffa, al momento in manutenzione, presi in leasing dalla M.O. di Roma.
La M.O. che fa capo alla bella ed esuberante imprenditrice della famiglia Orfei, la signora Moira, è società leader mondiale per la  fornitura di liotri da giardino e circensi.

 

«Per il 2008 sono previsti una serie di interventi di scerbatura e risistemazione del verde pubblico, ha precisato l'assessore al verde della giunta Falla, Bruno Occhipinti - questa amministrazione ha sempre puntato al recupero ed alla valorizzazione del territorio e delle aiuole, e con l'acquisto dei due liofanti ci siamo confermati come esempio unico di lavoro solidale uomo-animale nella storia delle amministrazioni pubbliche».

 

La città è nettamente divisa. La politica del verde "bello e solidale" si scontra con il malumore della gente che non ne può più di proboscidi erranti  e di colline puzzose e  fumanti che le due liotroscerbatrici lasciano in ogni dove. «Da una parte, non si può che rimanere soddisfatti del fatto che in tutta Europa siano apprezzati non poco per i tesori artistico e paesaggistici di Scicli - ha commentato un passante - dall'altra, invece non si può che rimanere rammaricati perché non risulta che nella nostra città, tali reperti - le colline puzzolenti e fumanti- riscontrino un tale successo, e l'acquisto dei due pachidermi non è condivisibile con l'esubero di personale in pianta organica»

 

Parole dure, forti, dal popolo che a Giugno sarà chiamato alle urne, e che condanna senza mezzi termini l'operato al verde dell'amministrazione Falla, e che lasciano presagire una campagna elettorale dai toni altrettanto duri e forti.


Domani, intanto, un consiglio comunale aperto, è stato convocato d'urgenza per discutere delle esalazioni liotriche non captate.

 

 Socrathe



In basso:

 la liotroscerbatrice in via Bixio





la liotroscerbatrice in azione a Jungi.


domenica, 20 aprile 2008

«Il risultato delle elezioni conferma quanto andiamo dicendo da tempo: i lavoratori non si sentono più rappresentati da forze politiche e sociali incapaci di dare risposte vere ai loro problemi concreti» Luca Cordero Di Montezemolo non è un fesso. Non si è inventato nulla. I giornalisti di partito gridano allo scandalo, ma così non è. Ecco le colpe dell’ultimo governo di sinistra della nostra repubblica. Ultimo non in ordine di accadimenti. Ultimo in senso categorico e assoluto. Vi spiego il perché. La seconda avventura di Romano Prodi a Palazzo Chigi è finita per le liti a sinistra. Nella prima esperienza di governo (1996-1998) Prodi vantò l’ingresso nell’euro. Dieci anni dopo i suoi meriti sono difficili da individuare. Soprattutto per l’elettorato dell’ex Unione, di sinistra ed anche comunista: le tasse hanno pesato di più sui redditi bassi, il potere d’acquisto si è ridotto, l’insicurezza sociale è aumentata, in particolare per i ceti meno tutelati.

Romano Prodi era salito a Palazzo Chigi il 17 maggio 2006 con un pil stimato dall’Istat in aumento dell’1,5 per cento rispetto al 2005. Il Fondo monetario internazionale il 4 aprile scorso ha rivisto al ribasso la crescita italiana. Nell’ottobre del 2007 il Fondo la collocava all’1,3 per cento, a inizio marzo del 2008 è stata ritoccata allo 0,6 ma il deterioramento dell’economia globale e le debolezze strutturali dell’Italia hanno suggerito un downgrade allo 0,3 per cento. Male anche la produttività: il Factbook 2008 dell’Ocse dice che l’Italia tra il 2001 e il 2006 tra i paesi industrializzati è il fanalino di coda per la produzione pro capite da lavoro, un dato inferiore allo 0,5 per cento. A marzo 2008 l’inflazione è schizzata al 3,3 per cento su base annua, superando il record del 1996 (2,9). A fine 2005 era all’1,9 per cento. Ma questi sono dati statistici. Il vero problema è la perdita di potere d’acquisto delle famiglie e l’equità sociale del caro vita. Secondo la Ires-Cgil si tratta di 1.900 euro l’anno per le famiglie a basso reddito. Il Codacons calcola che nel 2007 i dirigenti con reddito medio di 110 mila euro abbiano perso l’1,4 per cento, i quadri con 50.100 euro il 3,5, gli impiegati con 26.900 euro il 6,3, gli operai con 21.700 euro il 7,9, i pensionati con 10.200 euro il 15,5 per cento. Non tagliando la spesa, il governo dell’Unione ha agito esclusivamente sulle entrate. Cioè sulle tasse. Il 9 marzo la Banca d’Italia ha segnalato un nuovo record: più 10,58 per cento nel gettito tributario di gennaio e febbraio 2008. Quando Prodi è entrato a Palazzo Chigi la pressione fiscale era al 40,6 per cento del pil, oggi è al 43,3, record dal 1997. Non si è salvato nessuno: nel 2006 sono aumentate soprattutto Iva e altre imposte indirette (più 16 miliardi), nel 2007 Irpef, Ires e addizionali locali (più 21 miliardi). E di 12 miliardi sono aumentati i contributi previdenziali e sociali: un’altra spremitura. Il tasso di disoccupazione ha continuato a scendere nei due anni di governo Prodi, una buona notizia. Dal 7,5 per cento di fine 2005 si è passati al 6,5 del 2006 e al 6,1 del 2007. Non crescono però le retribuzioni: le più basse dell’Europa occidentale dopo il Portogallo. Un dipendente italiano guadagna (a parità di potere d’acquisto) il 28 per cento in meno di uno spagnolo, il 25 in meno di un inglese, il 30 di un francese, il 55 di un tedesco. Sono dati dell’Ocse e della Banca d’Italia. Insomma, il famoso taglio di cinque punti del cuneo fiscale voluto dal governo Prodi per ridurre la differenza tra stipendi lordi e netti è andato quasi tutto a beneficio delle aziende.  Per non parlare delle pensioni. L’Unione ha sostituito lo scalone firmato da Roberto Maroni con un paio di scalini. Per andare in pensione da gennaio 2008 occorrono 58 anni e 35 di contributi e dal 1° luglio 2009 «quota 95», sommando età e contributi, ma con almeno 59 anni. Dal 2010 la pensione sarà possibile con quota 96 ma con 60 anni di età, mentre dal 2013 la pensione arriverà con almeno 61 anni di età e sempre 35 anni di contributi. Insomma, nel giro di cinque anni il nuovo meccanismo diverrà più punitivo rispetto alla legge del centrodestra. Per di più costerà alle casse dello Stato 10 miliardi in più in 10 anni.

Il risanamento dei conti è il vanto del governo Prodi. Vero? Solo per il deficit rientrato sotto il 3 per cento evitando le sanzioni dell’Ue. Molto meno per il debito pubblico: a fine 2005 era al 105,8 del pil (dopo il minimo storico del 103,7), nel 2006 è salito al 106,5, l’intenzione era di lasciarlo al 104 per cento. Ma a inizio 2008 si è prodotto un buco di 7 miliardi, in gran parte per i contratti pubblici. La spesa pubblica, mai ridotta, è aumentata del 4,5 per cento e gli interessi sono saliti del 12,4. Risultato: il costo dello Stato per i cittadini è salito al 46,3 per cento del pil. A questo aggiungiamo il fallimento delle privatizzazioni assenti e delle liberalizzazioni scritte sulle «lenzuolate» di Pierluigi Bersani e Vincenzo Visco. Con effetti talvolta paradossali: l’aumento delle licenze dei taxi, per esempio, ha fatto crescere il costo della corsa a Roma e Milano. Un provvedimento atteso come quello sulla portabilità dei mutui viene ignorato dalle banche che hanno i servizi più cari d’Europa. Le tariffe rcauto superano il tasso di inflazione e il fallimento della riforma dei servizi pubblici locali ha impedito l’abbassamento dei costi su settori come la distribuzione di acqua ed energia. La vendita dei farmaci nei supermercati ha ridotto il prezzo ma l’offerta è scarsa rispetto al mercato, l’abolizione del costo della ricarica telefonica è stata spalmata sui piani tariffari. Le Poste si sono segnalate per l’aumento del prezzo del francobollo. Un bilancio magro per chi voleva stare dalla parte del cittadino-consumatore.

Pensioni, lavoro, redditi, spesa pubblica, tasse, risparmio. Un governo sbilanciatissimo a sinistra non ha detto una sola parola a favore dei ceti medi e bassi. È stato fallimentare in tutto. Cosa ci si poteva aspettare dalle urne? LA SINISTRA L'ARCOBALENO: 3,084%. Ecco il risultato.

Sarà difficile ricostruire il consenso, oramai perduto per sempre. Berlusconi accoglie come un Re, nella sua reggia, il Presidente dell’ex Unione Sovietica? L’hanno incoronato gli italiani e tutto un popolo che fu di sinistra. Purtroppo.

Socrathe

 

-fonte dati statistici: Panorama, Il sole 24 ore, Cgil-

martedì, 15 aprile 2008

 

Nell'antichità greca e latina le Sibille erano vergini, giovani ma pensate talora come decrepite, che svolgevano attività mantica in stato di trance. Io, di attività mantiche so ben poco, in trance non sono mai caduto, non sono tanto giovane e neppure vergine, e manco decrepito a dire il vero. Che Varrone si sia scordato di me nell’elencare le sue dieci sibille?

Esercito la mia attività oracolare nei pressi di un antro, comunemente conosciuto come " l’antrone “. Vaticino su foglie di piretta. A volte anche di cutugna.

Le mie ultime profezie:

Dal Vangelo secondo Drago

Va’ e anche tu fa’ lo stesso

Pietro, detto Piero, l’apostolo della famiglia Torchi, che aspirava al regno ed alla successione, custode di tutte le verità, che s’era prodigato per il Maestro da sempre, reggendogli anche le bisacce, al grido di gioia dei fedeli -“Benedetto colui che viene nel nome di Drago! Osanna ad Orazio nel più alto dei cieli!- perdette i sensi e cadde privo di conoscenza al suolo. Nessuno si curò di lui.

-È il figlio dell’uomo; è tempo per me di farmi da parte e lasciare che egli faccia la mia volontà- E Orazio rispose alle parole del leader a stretto giro di Aramaico: - Fiat voluntas tua.

Leggi tutto


Torchi difficilmente supererà quota 5.000 consensi, e Peppe Drago non tifa per nessuno, garantendo una leale par condicio ai tre. Per la serie «chi ha la faccia si marita, e chi no, rimane zita».

Orazio, dalla sua Scicli, uscirà fuori con un minimo di 6.000 fino ad un massimo di 8.000 voti. Fesserie? E per chi dovrebbero votare gli sciclitani? Per Ammatuna e Digiacomo del PD? Sindaci e tutori delle loro rispettive città? Ma chi li conosce, chi li ha mai visti per le strade del nostro paese, chi li ha mai sentiti spendere una sola parola per la nostra Scicli. E Scicli dovrebbe votarli? E per cosa, di grazia.

Orazio è il manifesto di un popolo che ha voglia di cambiare. Che vi piaccia  o No. È un uomo politicamente scomodo. Scomodo tanto agli avversari, quanto agli invidiosi e ai “politicamente colti” dei suoi concittadini che non riescono a digerire e mal sopportano che un uomo semplice, perbene, un uomo dalla faccia pulita e dall’animo onesto, che non avrà mai letto in vita sua di Demostene o della Gran Contessa Matilde di Canossa, sia eletto ad Onorevole del Parlamento siciliano.

Leggi tutto


La via della Spana


 

appelli

vil chi lui segue, e solo

magnanimo colui

che sé schernendo o gli altri, astuto o folle,

fin sopra gli astri il mortal grado estolle.

Leggi tutto

De Cutugna


 

 

 


Comizi rusticani. Piero fischiato a Modica, Peppe incorona Orazio


Mentre Piero Torchi a Modica saliva sul palco con Raffaele Lombardo, beccandosi i fischi di tutta una piazza, della piazza Matteotti, del suo popolo, della sua gente, di tutti quelli traditi dalla sua incosciente ambizione, il baffuto Peppe, a Scicli, tranciava giudizi e tracciava la rotta di Orazio: “Se Scicli risponde, noi faremo la nostra parte”. E mai pluraria maiestatis fu identificativo di un vero e scrosciante “io farò la mia parte”. Un Drago travolgente, impetuoso: “Insieme difenderemo la nostra città”, ha ricordato Peppe, nato a Scicli, in via Campanella, angolo corso Mazzini. Nessun freno, nessun capestro d’inibizione ad incoronare formalmente Orazio ad Onorevole della Regione Siciliana.

Leggi tutto

giovedì, 10 aprile 2008

“Ma che ve lo dico a fare a voi figli di quella Contea di Modica, regnum in regno, che grazie all’autonomia ha vissuto fasti per 400 anni. Fasti di cui adesso godete e fate godere..”. Dal palco dei comizi modicani, il confederatore Lombardo parla alla platea del suo MPA. Doveva essere un comizio di coalizione. Così non è stato.

Ad attendere a Modica il Governatore incoronato dai sondaggi, c’era solo la folta schiera dei suoi autonomisti. Sul palco e tra la gente solo i fedelissimi del Movimento per l’Autonomia. Nessun rappresentante della Santa Alleanza di centrodestra, nessun esponente di quella coalizione che esiste solo per le regionali in Sicilia, e che alle Politiche è già sciolta come neve al sole. Tutti assenti dunque. Tutti alla macchia.

Tutti, tranne uno. L’ex Sindaco della città del cioccolato e dei fasti centenari, il barone rampante della Torre dell’orologio, era lì. Piero, sbandato dai sondaggi che lo vogliono terzo con distacco, dietro Orazio e Cosentini, sbaglia mossa, sale sul palco, invitato dall’infido Lombardo: “Non salgo sul palco se Piero non è con me”, annuncia alla scorta il futuro Presidente della Regione. E Piero ci prova, forte dell’effetto tripudio del futuro Governatore. Ma l’esultanza della folla, la scansione degli applausi in sillabe gioiose e di festa che accompagnavano in marcia trionfale le parole del discorso dell’onorevole Lombardo, dura ben poco. Una bordata di fischi, di urla e sberleffi accoglie Torchi sul palco.

Intanto a Scicli, nel capannone dei vivai Cintoli, l’on. Peppe Drago - aggiungendo il proprio nome alla lunga lista delle defezioni di personalità politiche di primo piano per il comizio di Lombardo a Modica - dava il via allo show più inatteso di questa campagna elettorale: “Orazio ha lavorato bene in questi due anni, e merita la riconferma alla Regione”. La “convention rusticana” dell’on. Orazio Ragusa non poteva avere battesimo migliore.

Mentre Piero Torchi a Modica saliva sul palco con Raffaele Lombardo, beccandosi i fischi di tutta una piazza, della piazza Matteotti, del suo popolo, della sua gente, di tutti quelli traditi dalla sua incosciente ambizione, il baffuto Peppe, a Scicli, tranciava giudizi e tracciava la rotta di Orazio: “Se Scicli risponde, noi faremo la nostra parte”. E mai pluraria maiestatis fu identificativo di un vero e scrosciante “io farò la mia parte”. Un Drago travolgente, impetuoso: “Insieme difenderemo la nostra città”, ha ricordato Peppe, nato a Scicli, in via Campanella, angolo corso Mazzini. Nessun freno, nessun capestro d’inibizione ad incoronare formalmente Orazio ad Onorevole della Regione Siciliana.


 

 

 

 

A Modica un sonoro coro di fischi consumava il destino di Piero. A Scicli, a pochi chilometri dal palco di Piazza Matteotti, Peppe Drago incorona Orazio in un tripudio di emozioni: Voi fate il vostro, che io faccio il mio.

Socrathe


 

Leggilo su Sciclinews

mercoledì, 09 aprile 2008

Me ne andavo bel bello per le calli solitarie di quella via che fu di Damasco e che adesso da Modica giunge a Scicli per la Spana. Ero assorto nei miei pensieri quando.. ohh! Una sparizione! Quell’angolo di “signoril grazia” che ad ogni passaggio il sorriso di Orazio prima m’offriva, adesso del riso della faccia di Piero s’adorna. Horribile visu! Scende da' miei pensieri l'eterna dea poesia: qui si dorme, guagliò!! A tergo lasciai l’ottava rima dei miei deliri e tosto proseguii:  col foco non si scherza Pierù!!

Ero solo alla prima stazione di quella che sarebbe stata la via della mia croce. Un'altra sparizione! Quei pali di legno, che tanto onore avevano offerto ai cavi sospesi della Sip -da quando l’uomo inventò il telefono, e che avevano sopportato in silenzio il nodo della bianca cravatta del mio Orazio, la maglia rosa della rotta di Piero in manifesto ora trattengono.

Iniziai la mia “discesa” pastorale" da umile e dotto vicario dell’imprecazione. A tutti i Santi del ciel del Paradiso m’appellai: Sant’Antonio aiutami tu! Sant’Aurelio prega per noi.. […] San Giuseppe trattienimi tu! Quest’ultima preghiera fu accolta nel regno dei cieli.
I Santi Peppe e Giuseppe non stanno mica nella casa del Padre a pettinar le bambole! Una voce angelica dall’ipod mi disse: calmati figliol mio, altrimenti finisce a schifìu. Piero sarà “menato” a guisa et maniera.

Mi calmai, proseguii nel mio cammino. Lasciai il buio dei tornanti della via della Spana e giunsi finalmente a Scicli. Ed ecco la luce, la folgore del mio destino.

Un Manifesto di venti metri quadri illumina di cremisi la via che fu di Colombo, appunto via Colombo:

 

Difendi Scicli

Egli c'è. Il Messia.
Il sole del mio sorriso è risorto.
Posso dormire tranquillo.
Dio esiste!

 

 

appelli

vil chi lui segue, e solo

magnanimo colui

che sé schernendo o gli altri, astuto o folle,

fin sopra gli astri il mortal grado estolle.

 

Socrathe


 


 

Leggilo su Sciclinews