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mercoledì, 10 giugno 2009

martedì, 05 maggio 2009

 

Il ballo, la cura del suo male. Berlusconi, nel 1997 è stato operato per problemi alla prostata. Non c’è di che vergognarsi, tantomeno da sorridere. Da quel momento in poi è iniziato il suo calvario attenzionale e mediatico. Il fatto è noto a tutti, e così pure alla stampa. Vi spiego. Il Premier vive il suo quotidiano nel ricordo del dolore. È quella cosa che i medici chiamano “genitalizzazione dell’attenzione” dall’impatto psicologico rilevante. Ovvero, Berlusconi convive con il fantasma dell’incomodo al basso ventre. Ogni movimento, ogni posa, è condizionata dal ricordo di quel dolore. L’imbarazzo per il Cavaliere è sempre in agguato! E lui, come tutti quelli che hanno vissuto tale angoscia, sente la necessità di toccarsi, di sistemare il fantasma dell’impiccio nascondendosi, perdonatemi il gioco di parole, nell’impaccio di avere una telecamera puntata addosso ad ogni occorrenza. Che per Berlusconi equivale a sempre. E, date le coordinate abbastanza scomode dell’impaccio, perdonatemi ancora il gioco di parole, il Premier non può “sistemare le proprie faccende” in pubblico! Ecco perché si tiene in disparte dopo un pranzo di rappresentanza, costretto ad alzarsi dalla tavola e a subire il ricordo di quel fastidio! Ecco perché scendere dall’auto per lui è un dramma! Non è bello palesare al mondo il disagio di un dolore, o meglio, del ricordo di un dolore. Chi ha avuto problemi di tal genere sa che non sto scherzando. Chi ha sofferto di quel male tende a genitalizzare la propria esistenza, ad angosciarsi per ogni bruciorino minuscolo in quel posto lì, a disperarsi quando è costretto ad alzarsi dal divano o dalla sedia in presenza di pubblico: nel pensiero di ogni addolorato incombe la toccatina! E così pure il nostro Premier: Berlusconi ha bisogno di toccare l’impiccio, stringendo i denti, nel ricordo dell'antico dolore. L’on. Scapagnini, sciamano personale del Cavaliere, ha trovato un antidoto che non va ad attaccare il fantasma del dolore ma cerca di coprire, nascondere, la genitalizzazione dell’attenzione del Premier (che è un problema per un uomo qualsiasi figuriamoci per il Capo del Governo!): tutte le uscite in pubblico del nostro Presidente del Consiglio, nell’occorrenza dell’impaccio (quando si alza dal trono di Montecitorio, quando scende dall’auto, etc) saranno accompagnate da musica ad alto volume e suoni Latini. Scapagnini, che nel campo del Latino Americano non ha rivali, l'ha pensata proprio bene. Bisogna ammetterlo. Musiche coinvolgenti e passionali per distogliere l'attenzione del pubblico dalla "genitalizzazione indotta" , nel turbinio di una danza che trascina.E con una mano alla cintura e l'altra alla cabeza la toccatina genitalizzata del Premier passerà inosservata.

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martedì, 05 maggio 2009

Dario Franceschini, l'ultima tentazione di SilvioChe il PD sia la copia aristocratica del PdL nessuno lo mette in dubbio. Ma che il PD abbia sbagliato tutto in questi 2 anni nessuno lo vuole ammettere. Un dato su tutti, la trasmissione in pubblico dell’idea politica.

Berlusconi è il PR (Public Relator) di se stesso e di tutto il PdL. La voce del Presidente del Consiglio, che ci piaccia o No! entra nelle case di ogni italiano. Silvio Berlusconi sa parlare alla gente. Sa vendere il proprio prodotto. Per uno che fa televisione commerciale da più di 30 anni piazzare sul mercato della pubblica opinione un’aspirapolvere a batteria solare o il Piano Casa è la stessa cosa. È il suo mestiere. Trafficare in parole la concretezza dell’agire: il termovalorizzatore di Acerra, il bonus famiglia, la gestione dell’emergenza Abruzzo, la social card, la detassazione degli emolumenti straordinari in busta paga, l’abolizione dell’ICI, et cetera. Che importa agli italiani se le misure anticrisi del governo sono state inefficaci? Per l’opinione pubblica, l’Esecutivo, ha fatto quel che poteva; c’è il bonus famiglia, c’è la social card, ci sono gli sconti irpef sul salario. C’è stato soprattutto il sorriso di Berlusconi. E al popolo piace il Cavaliere che sorride e che pensa positivo. Far passare il paradosso economico e sociale dei provvedimenti balneari di questo Governo dalle maglie fittissime del Vero, per il normopolitico italiano, era compito assai arduo. Berlusconi c’è riuscito!  Il messaggio di un’Italia che sorride alla crisi, edulcorato dagli espedienti -da Bagaglino- del Premier, s’abbarbica come l’edera sulle pareti del consenso. E lì rimane. Anzi, la fiducia per il nostro Presidentissimo guascone tende sempre al rialzo.

Di contro il segretario del PD, il capo dell’opposizione. Dario, agli occhi del suo popolo, è uno che non le manda certamente a dire. Nella partita a carte giocata al tavolo con il Governo, se Berlusconi esce con il “carico a coppe” lui ci mette subito la “briscola”: per la serie, “di qui non si passa!”. Dario è l’erede naturale del wecanismo Veltroniano.  L’uomo giusto per il partito che si candida a governare il popolo dei forse ma anche quello dei perché. A mio modesto avviso, Dario Franceschini, non è in grado di comunicare nemmeno le proprie generalità anagrafiche senza incappare nel contraddittorio, figuriamoci l’idea politica di tutto un partito.  E I dati dell’ultimo sondaggio Ipsos del 2 Maggio -sulle intenzioni di voto degli italiani a un mese dal voto, commissionato dal sole 24 ore- mi danno ragione. Se un tentativo di comunicazione politica e programmatica da parte del PD, dal giorno delle dimissioni di Walter a oggi, c’è stato, questo ha raggiunto solo una parte di elettorato, quello di confine, quello aristocratico, quello d’elite. Passatemi la metafora: il messaggio di Franceschini si incunea timidamente nelle residenze estive e negli chalet di montagna dei Vip, la voce di Berlusconi tuona nelle case del popolo. Il paradosso per l’opposizione risiede proprio qui. L’eco del PD ha una cassa di risonanza angusta, seppur aristocratica. La politica del PD non arriva al cuore della gente. L’alternativa di governo si costruisce porta per porta scuotendo usci e opinioni. Occorre stanare gli italiani dalle alcove Silvio-simbiotiche; occorre programmare seriamente l’iniziativa politica. Affidare la comunicazione di un grande partito al contro Berlusconi e basta! non serve. Non dà risultati. E I sondaggi lo confermano. Per battere questo Governo bisogna pensare come questo governo! Serve un leader capace d’intercettare le opinioni e gli umori della gente, prima che i bisogni. Occorre copiare la politica del Papi Silvio. Ci vuole uno che la smetta di schierarsi sempre con le puttane, i gay, i delinquenti, i clandestini, i rom, gli islamici, e i pedofili. Ci vuole uno che abbia a cuore le sorti degli Italiani e non di chi viene a rompere i cabasisi in casa nostra chiedendo asilo e ventura senza mai dare nulla in cambio. Ci vuole uno che pensi agli italiani prima che agli stranieri. pdcartelloneCi vuole uno che dia la sua solidarietà alle donne stuprate e non agli autori dello stupro. Il buonismo del nessuno tocchi Caino non conduce da nessuna parte. La comunicazione del PD sino a oggi è stata fallimentare. Il Partito di Franceschini non e' stato capace di intercettare i disagi degli Italiani. Piuttosto che prendere iniziative serie, programmando e partecipando attivamente alle risoluzioni della nostra miseria vestita da social card, il PD ha solo allungato la mano sulle cosce delle Veline di Silvio, ha confortato la Merkel per la telefonata genitalizzata del Premier, nell’attesa di Pier Silvio, il tronista di Mediaset, l'erede.

Si costruisce così l’alternativa di governo? Affidando la soluzione dei problemi di tutto un popolo alla somministrazione di questionari sul “cosa vuol dire essere di sinistra oggi”? Ed essere di sinistra, oggi, vuol dire lasciare liberi di delinquere i clandestini? Significa non mettere limiti all'immigrazione? Significa denunciare continuamente il Governo di essere xenobofo, razzista, tagliagole, perche' richiede le impronte digitali? Significa criticare il piano casa a costo zero solo per il gusto di essere contro? Significa astenersi dal voto per il federalismo fiscale delle Regioni? Significa tifare per l’ex valletta d’avanspettacolo, Signora di Arcore e First Lady, che chiede conto e ragione delle maialate del marito? Certamente no! Essere di sinistra significa rendere sicuro il territorio, mandare in galera i delinquenti, ascoltare la gente, proporre il cambiamento. Essere di sinistra vuole dire battersi per una migliore distribuzione della ricchezza e sterilizzare il marciume etico sin qui propinato. Ecco cosa vuol dire essere di sinistra.

Belzebù- Lucifero -Berlusconi vince perché ha fatto innamorare il popolo italiano della politica del Fare, anche i più intelligenti e i più onesti, del Fare bene e anche male per il Fare.

Ba al ze bù (bub?)- il Signore delle Mosche - Franceschini perde e continuerà a perdere per seguire e soddisfare mediocri e aristocratici appetiti, rimettendoci l’anima e la luce dell’intelligenza, quella di sinistra, quella vera.

Socrathe

Il fotomontaggio di Dario Franceschini in versione velina è de ilriformista, il collage in copertina è nostro.

giovedì, 16 aprile 2009
(NASCA) - Roma, 16 apr - ''Continua il malvezzo di alcuni quotidiani che attribuiscono al presidente Berlusconi frasi mai pronunciate e atteggiamenti mai praticati. Lo abbiamo gia' detto: questo malvezzo giornalistico non puo' continuare''. E' quanto scritto in una nota diffusa da Palazzo Chigi.

E noi, nel nostro piccolo, questo assurdo malvezzo di una "certa stampa" lo avevamo anche denunciato alcuni giorni fa. Forse il nostro messaggio è passato inosservato, noi comunque siamo con la coscienza a posto. Di questo malvezzo contro il nostro Presidente del Consiglio non se ne può più!


Non se ne può più veramente di “questa stampa” deviata. È una calunnia continua nei confronti del Premier, disinformazione bella e buona dei lettori. Berlusconi ha ragione da vendere e anche d’infuriarsi.Berlusconi e la genitalizzazione dell'attenzione Il caso della “telefonata lunga” al vertice Nato è stato solo una mistificazione giornalistica. La verità anche stavolta non è uscita fuori. Eppure i giornalisti conoscono il nostro Presidente del Consiglio da tempo. I giornalisti sapevano e hanno taciuto il vero. Un’omertà che fa paura, credetemi. Adesso basta, non se ne può più! È opportuno dire le cose così come stanno.E noi lo faremo.

Berlusconi, nel 1997 è stato operato per problemi alla prostata. Non c’è di che vergognarsi, tantomeno da sorridere. Da quel momento in poi è iniziato il suo calvario attenzionale e mediatico. Il fatto è noto a tutti, e così pure alla stampa. Vi spiego. Il Premier vive il suo quotidiano nel ricordo del dolore. È quella cosa che i medici chiamano “genitalizzazione dell’attenzione” dall’impatto psicologico rilevante. Continua a leggere

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