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mercoledì, 22 aprile 2009

Sgarbi contro Miccichè. Ma la storia siciliana è come il manifesto della regione Liguria: “taroccata”

"A Marsala, un sindaco qualunque “firma” un documento di decadenza della monarchia borbonica, e a Salemi, il “liberatore”, stabilisce la prima capitale del regno d’Italia.  Nel 1860 il sud, Sicilia compresa, era sotto il governo borbonico, e il regno italiano è stato proclamato ufficialmente nel 1861. Due falsi storici che fanno da contorno ad una vicenda, quella garibaldina, che ha “tolto” ai siciliani la rivoluzione siciliana iniziata decenni prima, taroccata e deformata per uso e consumo dello stato unitario". 

Garibaldi fu un generale senza gradi e senza un esercito regolare. Sicuramente egli fu gradasso, narciso, incostante. E’ forse l’eroe più popolare dopo Cesare ma per parte della critica storica la sua gloria era tutta una farsa: egli era l’attore di una pièce teatrale di cui registi e scrittori erano altri. Per il sud è stato addirittura una vergogna: il meridione, mai prima dell’unità, era stato patria di emigranti, ma sempre una terra ricchissima, officina di cultura, fabbrica di meraviglie esportate in tutto il Mondo. Giuseppe Garibaldi, agiografia di un filibustiere


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sabato, 14 febbraio 2009
Modica - E' stato presentato alla stampa il nuovo album del cantante modicano Alì Ricòtt, intitolato "THUMA" prodotto dalla Monika Multiservizi e distribuito a mano direttamente dal sindaco della contea Antonello Buscema, con il patrocinio delle Latterie Riunite d'Italia. Il disco è la prima fase di un progetto culturale, formativo e artistico denominato "Portiamo la Ricotta di Modica in capo al Mondo", che culminerà la Domenica di Pasqua in un grande concerto Live del noto artista Alì Ricòtt e della sua band "The Cavagnez".
"THUMA" è un'opera innovativa che traduce nei linguaggi della musica  ethno africana gli antichi e meravigliosi sapori delle ricotte modicane, un treno carico di tradizioni che parte dalla Catalogna dei Caprera e giunge sino a noi sui binari della buona musica, quella d'autore!
L'album sarà presentato Lunedì 16 Febbraio a Scicli. Testimoni d'eccezione: Vittorio Sgarbi e il regista giapponese Takeshi Klitano.
altre notizie su http://nessunotocchitanino.blogspot.com/

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venerdì, 29 febbraio 2008
Gentile Socrathe, la dottissima Santhippe, citando il Gattopardo, mi ha ricordato un’antica riflessione sulla sicilianità. La lunga “frequentazione letteraria” di un uomo straordinario quale fu Giuseppe Tomasi di Lampedusa, inevitabilmente mi ha esposto al contagio del suo pessimismo storico frutto della consapevolezza del tramonto di un’epoca e dell’avvento del nuovo rivestito di nulla. Il Principe, forte di un rigore logico, intravedeva per l’Isola, attraverso i bagliori di un ritrovato destino, una fine che si annunciava lenta, inesorabile. Per questo, rivolgendosi a padre Pirrone, affermava: “Viviamo in una realtà mobile”. Esortava quindi il gesuita ad adattarsi alle mutate realtà. Tomasi di Lampedusa aveva, così, tesaurizzato ed applicato la grande lezione di Lope de Vega che aveva scritto”la mayor discreción es acomodarse al tiempo”. Però il Principe mai si “adattò” al suo tempo. Troppo fiero ed onesto per prestarsi al basso machiavellismo che contraddistingueva il pensiero e l’azione della “nuova” e giovane aristocrazia siciliana, felicemente disegnata nella figura maliziosa e scaltra del nipote Tancredi. A lui Tomasi di Lampedusa affiderà il messaggio più terribile che sia stato lanciato nel novecento -e non solo nel novecento- al popolo siciliano, diventato poi la filosofia e la sintesi del potere: quel “cambiare qualcosa perché nulla cambi”. Lapidario e cinico. Tomasi fotografa spietatamente le due anime della Sicilia. La malinconica, rassegnata solitudine del popolo da una parte (paradossalmente impersonato da don Fabrizio che ne diventa coscienza) e dall’altra gli infiniti volti e le menzogne del potere in un equilibrio risicato e colpevole. E’ stata profezia, visione, l’analisi politico-storica offertaci dal Lampedusa? E’ stata una chiave di lettura per meglio comprendere, nell’attualità del presente, la complessità dell’anima siciliana? Non saprei rispondere. Il Principe preferisce un esilio esistenziale, che inevitabilmente risolverà la morte, alla proposta “nuova” di Chevalley, l’inviato dei “Piemontesi”. Per me é l’unica, onorevole, soluzione possibile. Come ha ottimamente citato la gentile Santhippe, nulla di nuovo sotto il sole e tutto resta disperatamente identico a come era prima. Rimangono i proclami, gli appelli, i toni sinistramente adulatori degli uomini di governo(la “nuova” aristocratica casta), si chiamino “miccichè, cuffaro o falconeri” che hanno tradito ripetutamente nel tempo i siciliani onesti, liberi e coraggiosi, rubando loro l’unica vera ricchezza sulla quale potevano contare: il sogno. A rileggerLa sempre insieme a Santhippe.


Un uomo libero
 23/02/2008


Rivoluzione siciliana: Socrathe

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giovedì, 21 febbraio 2008
Conosco Gianfranco dai tempi del Toulà. Negli anni 80' era un must sciare a Cortina. E noi ogni anno andavamo a Cortina! Era facile imboscarsi tra le fila dei dipendenti e degli iscritti al Cral del Banco di Sicilia di Palermo e partire. Settimana bianca e gratis! Che bei ricordi.
L'amore per i classici greci e latini portò Gianfranco a seguire Marcello, a Milano, lontano dalla Sicilia, lontano da Cortina, lontano da tutti e da tutto. Da allora non l'ho più sentito. È stato Ministro, Onorevole, Presidente. Quanta strada ha fatto il mio amico Gianfranco. Chissà se custodisce ancora nell'armadio dei suoi ricordi le foto delle randellate in testa, condivise con i crani dei compagni della Fgci di Palermo e beccate ad una manifestazione per uno sciopero dei metalmeccanici alla fine degli anni 70'. Che giorni quelli, e che botte. Allora si era comunisti per il gusto di esserlo. Per la voglia di essere contro e basta. E Gianfranco era comunista, e contro. Degli anni trascorsi nelle umide stanze della sezione del partito è rimasto ben poco. Dal Gianfranco Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana ereditiamo un blog.
I fatti: stamane, interrogavo il motore di ricerca più molestato al mondo riguardo i moti siciliani del 1848, indipendentisti. Salto a piè pari le minchiate di Wikipedia, scorro i primi venti risultati della query, mi blocco. Mi stava venendo quasi un infarto! Gianfranco Micciche: Rivoluzione Siciliana. Ma chi, Gianfranco il mio compagno? l'amico mio Miccichè? Ho pensato, vuoi vedere che quel disgraziato vuole fare le scarpe al fratello di Fidel, a Cuba, nella corsa alla successione presidenziale? Vuoi vedere che Gianfranco è tornato a fare il comunista e ci vuole mettere il cappello a Castro? "per me, oggi, non c’è amore che superi quello per la Sicilia e i siciliani onesti, liberi, coraggiosi e sognatori. Adesso sono con voi per la sfida, dura ma possibile, contro i nemici della libertà e contro gli amanti degli affari loschi!". Questo è proprio un discorso alla Nazione! Da Presidente di una Nazione, mi son detto. Questo è il discorso di Gianfranco ai cubani! Telefono al mio capo per farmi mandare a fare in culo in diretta e consolidare il fatto che fossi sveglio e che non stessi sognando. Tutto regolare, ero sveglio. Gianfranco è il nuovo Presidente di Cuba! Posiziono il mouse sul link, 21 feb 2008 .. Dream? No, truth! , attendo due.. tre.. cinque secondi, non resisto, vado. Sono nel Blog del nuovo Presidente di Cuba! Leggo: "Per me sarà una fatica enorme ma sono convinto di potercela fare, anche da solo (si fa per dire)! Ho parlato con il Presidente Berlusconi..[..]".
Siano lodati i Santi Silvio e Raffaele! Gianfranco è ancora qui con noi, in Sicilia! Gianfranco gioca a fare la "Rivoluzione delle Dodici Cariche" per il nuovo governo. "Tanti di voi non mi conoscono bene (ti conosciamo Gianfranco, ti conosciamo!), la cosa di cui potete stare certi è che avrò bisogno di tutti voi (non avevamo dubbi). Dobbiamo prometterci fermezza reciproca! Io prometto". Devo ancora incontrare il Pres. Berlusconi, e mi farò convincere a fare qualcosa che possa aiutare il cuffarismo a sopravvivere. Questo è un sogno che non intendo abbandonare. Questo è quello che dirò al Presidente, sperando che poi tutti voi abbiate voglia di lottare con me. E ti pareva che non mettesse noi in mezzo.
È il mio Gianfranco di sempre. 'O Siciliano Rivoluzionario!

Socrathe- La discarica dei Benpensanti-

 



Se Gianfranco correrà da solo , senza PDL, con la lista Rivoluzione Siciliana,

io lo voto!!

Socrathe

ore 23.53: ho mandato l'articolo alla mail del Presidente Miccichè.

Socrathe

ore 10.04 del 22/02/2008 ho postato sul blog di Gianfranco, in silenzio.

Socrathe:

Presidente,
ci tiene tutti col fiato sospeso!
La Rivoluzione s’adda fa, ‘a terra è ‘a nosta e nun s’adda tuccà. Reminescenze borboniche a parte, ieri ho mandato una mail al suo indirizzo di posta elettronica, mi ha risposto Storace! Questo sta dappertutto. Dagli archivi anagrafici del Comune di Roma al database delle mail del nostro Presidente. Lo denunci al webmaster del suo Blog. E che diamine. Perdoni le grida del mio disappunto che spezzano il silenzio del suo ultimo post. - Socrathe -

questo il link al post: http://www.gianfrancomicciche.net/2008/02/22/357/#comment-16156

Socrathe

 

su Sciclinews: Socrathe: Rivoluzione Siciliana