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venerdì, 22 maggio 2009

martedì, 05 maggio 2009

Dario Franceschini, l'ultima tentazione di SilvioChe il PD sia la copia aristocratica del PdL nessuno lo mette in dubbio. Ma che il PD abbia sbagliato tutto in questi 2 anni nessuno lo vuole ammettere. Un dato su tutti, la trasmissione in pubblico dell’idea politica.

Berlusconi è il PR (Public Relator) di se stesso e di tutto il PdL. La voce del Presidente del Consiglio, che ci piaccia o No! entra nelle case di ogni italiano. Silvio Berlusconi sa parlare alla gente. Sa vendere il proprio prodotto. Per uno che fa televisione commerciale da più di 30 anni piazzare sul mercato della pubblica opinione un’aspirapolvere a batteria solare o il Piano Casa è la stessa cosa. È il suo mestiere. Trafficare in parole la concretezza dell’agire: il termovalorizzatore di Acerra, il bonus famiglia, la gestione dell’emergenza Abruzzo, la social card, la detassazione degli emolumenti straordinari in busta paga, l’abolizione dell’ICI, et cetera. Che importa agli italiani se le misure anticrisi del governo sono state inefficaci? Per l’opinione pubblica, l’Esecutivo, ha fatto quel che poteva; c’è il bonus famiglia, c’è la social card, ci sono gli sconti irpef sul salario. C’è stato soprattutto il sorriso di Berlusconi. E al popolo piace il Cavaliere che sorride e che pensa positivo. Far passare il paradosso economico e sociale dei provvedimenti balneari di questo Governo dalle maglie fittissime del Vero, per il normopolitico italiano, era compito assai arduo. Berlusconi c’è riuscito!  Il messaggio di un’Italia che sorride alla crisi, edulcorato dagli espedienti -da Bagaglino- del Premier, s’abbarbica come l’edera sulle pareti del consenso. E lì rimane. Anzi, la fiducia per il nostro Presidentissimo guascone tende sempre al rialzo.

Di contro il segretario del PD, il capo dell’opposizione. Dario, agli occhi del suo popolo, è uno che non le manda certamente a dire. Nella partita a carte giocata al tavolo con il Governo, se Berlusconi esce con il “carico a coppe” lui ci mette subito la “briscola”: per la serie, “di qui non si passa!”. Dario è l’erede naturale del wecanismo Veltroniano.  L’uomo giusto per il partito che si candida a governare il popolo dei forse ma anche quello dei perché. A mio modesto avviso, Dario Franceschini, non è in grado di comunicare nemmeno le proprie generalità anagrafiche senza incappare nel contraddittorio, figuriamoci l’idea politica di tutto un partito.  E I dati dell’ultimo sondaggio Ipsos del 2 Maggio -sulle intenzioni di voto degli italiani a un mese dal voto, commissionato dal sole 24 ore- mi danno ragione. Se un tentativo di comunicazione politica e programmatica da parte del PD, dal giorno delle dimissioni di Walter a oggi, c’è stato, questo ha raggiunto solo una parte di elettorato, quello di confine, quello aristocratico, quello d’elite. Passatemi la metafora: il messaggio di Franceschini si incunea timidamente nelle residenze estive e negli chalet di montagna dei Vip, la voce di Berlusconi tuona nelle case del popolo. Il paradosso per l’opposizione risiede proprio qui. L’eco del PD ha una cassa di risonanza angusta, seppur aristocratica. La politica del PD non arriva al cuore della gente. L’alternativa di governo si costruisce porta per porta scuotendo usci e opinioni. Occorre stanare gli italiani dalle alcove Silvio-simbiotiche; occorre programmare seriamente l’iniziativa politica. Affidare la comunicazione di un grande partito al contro Berlusconi e basta! non serve. Non dà risultati. E I sondaggi lo confermano. Per battere questo Governo bisogna pensare come questo governo! Serve un leader capace d’intercettare le opinioni e gli umori della gente, prima che i bisogni. Occorre copiare la politica del Papi Silvio. Ci vuole uno che la smetta di schierarsi sempre con le puttane, i gay, i delinquenti, i clandestini, i rom, gli islamici, e i pedofili. Ci vuole uno che abbia a cuore le sorti degli Italiani e non di chi viene a rompere i cabasisi in casa nostra chiedendo asilo e ventura senza mai dare nulla in cambio. Ci vuole uno che pensi agli italiani prima che agli stranieri. pdcartelloneCi vuole uno che dia la sua solidarietà alle donne stuprate e non agli autori dello stupro. Il buonismo del nessuno tocchi Caino non conduce da nessuna parte. La comunicazione del PD sino a oggi è stata fallimentare. Il Partito di Franceschini non e' stato capace di intercettare i disagi degli Italiani. Piuttosto che prendere iniziative serie, programmando e partecipando attivamente alle risoluzioni della nostra miseria vestita da social card, il PD ha solo allungato la mano sulle cosce delle Veline di Silvio, ha confortato la Merkel per la telefonata genitalizzata del Premier, nell’attesa di Pier Silvio, il tronista di Mediaset, l'erede.

Si costruisce così l’alternativa di governo? Affidando la soluzione dei problemi di tutto un popolo alla somministrazione di questionari sul “cosa vuol dire essere di sinistra oggi”? Ed essere di sinistra, oggi, vuol dire lasciare liberi di delinquere i clandestini? Significa non mettere limiti all'immigrazione? Significa denunciare continuamente il Governo di essere xenobofo, razzista, tagliagole, perche' richiede le impronte digitali? Significa criticare il piano casa a costo zero solo per il gusto di essere contro? Significa astenersi dal voto per il federalismo fiscale delle Regioni? Significa tifare per l’ex valletta d’avanspettacolo, Signora di Arcore e First Lady, che chiede conto e ragione delle maialate del marito? Certamente no! Essere di sinistra significa rendere sicuro il territorio, mandare in galera i delinquenti, ascoltare la gente, proporre il cambiamento. Essere di sinistra vuole dire battersi per una migliore distribuzione della ricchezza e sterilizzare il marciume etico sin qui propinato. Ecco cosa vuol dire essere di sinistra.

Belzebù- Lucifero -Berlusconi vince perché ha fatto innamorare il popolo italiano della politica del Fare, anche i più intelligenti e i più onesti, del Fare bene e anche male per il Fare.

Ba al ze bù (bub?)- il Signore delle Mosche - Franceschini perde e continuerà a perdere per seguire e soddisfare mediocri e aristocratici appetiti, rimettendoci l’anima e la luce dell’intelligenza, quella di sinistra, quella vera.

Socrathe

Il fotomontaggio di Dario Franceschini in versione velina è de ilriformista, il collage in copertina è nostro.

venerdì, 06 febbraio 2009
cheguevaraveltroni4%Signore, io ho taciuto e mi sono umilato lasciando la mia bella faccia da guerrigliero e rivoluzionario stampata a caldo sulle magliette e sulle bandiere dei rossi d'Italia per troppo tempo. Il mio dolore si è rinnovato, anno dopo anno, manifestazione dopo manifestazione, sciopero dopo sciopero, fino ad oggi!
Sia lodato lo sbarramento al 4%. Grazie Walter.
Adesso posso riposare in pace
Che Guevara
La preghiera del Che

Walter noster, qui es in loft,
    piddificetur nomen tuum.
    Adveniat regnum tuum.
    Fiat voluntas tua,
    sicut in loft, et in parlamento.
    Venenum nostrum quotidianum da nobis hodie!!!
    et dimitte nobis caxxa nostra,
    sicut et nos dimittimus D'Alemibus nostris.
    Et ne nos ducas in DiPietrotationem,
liberando nos a Diliberto et Ferrero.

Socrathe

martedì, 24 giugno 2008
Al primo turno di consultazione elettorale Giovanni Venticinque fu fatto sindaco. Nessuna novità, sono passati sette giorni dall’elezione, ma in città non si riesce a favellare d’altro. Eppure era già nell’aria questa vittoria, scontata, e a favore di ogni aspettativa.

Venticinque si presenta all’elettorato sciclitano forte di sette liste a sostegno della sua candidatura. L’immagine è quella di coesione, di compattezza, unione solida e robusta che lascia ben sperare il centro destra. I risultati hanno dato ragione alla coalizione: maggioranza schiacciante in consiglio e Sindaco al primo turno: uniti si vince. Ma l’unità conta poco per la vittoria finale se a correre sono dei ronzini. E il centro destra detta il trotto con i migliori cavalli della scuderia di famiglia: Verdirame, Pacetto, Rivillito, Carbone, i purosangue, e i giovani destrieri al galoppo, Bramanti, Lopes, Iurato, solo per citarne alcuni. Veri e propri catalizzatori di preferenze. Il merito del 60% ottenuto dalla coalizione va sopra di tutto a loro come a tutti gli altri candidati delle liste a sostegno di “Venticinque Sindaco” che non hanno deluso le aspettative di partenza. Una campagna elettorale ben organizzata, in mezzo alla gente e per la gente. Il messaggio è stato chiaro da subito, ed è passato per le rete a maglie strette dell’elettorato: cambiamento. E così è stato. Una lotta voto per voto, famiglia per famiglia, elettore per elettore, candidato per candidato, che ha confermato l’UDC primo partito di città. Influenza determinante dall’onorevole figura di Orazio Ragusa? Pochissima. A premiare il partito dallo scudo crociato è stato l’impegno di tutta una squadra e il senso di appartenenza ad una parte della politica e ad un valore in cui tanti si sono riconosciuti. Ma la festa è oramai finita. Al lavoro dunque. Primo banco di prova e di tenuta di questa solida coalizione d’apparenza, il completamento della giunta e l’elezione del Presidente del Consiglio. La miscela arrivista dell’alleanza di centro e di destra è pronta all’esplosione. Il composto organico di “gestione” della città è prossimo alla deflagrazione di sostanza. La miccia? La fame di visibilità dei partiti nel nuovo governo Venticinque. Ne vedremo delle belle. 

Il centro sinistra corre diviso. Tre candidature sull’altare del rinnovamento e della ri-proposta: Padua, Giannone, Susino.

venera comizioLa dottoressa Padua è espressione diretta del Partito Democratico. Già vincente alle primarie per la costituzione del partito, già trionfante alle primarie del PD per le amministrative di Giugno. È donna di partito, vincente. Sì, ma in casa sua! La proposta del PD con Venera Padua sindaco passa il valico del civico 13 di via Gesu e lì s’arresta. Il partito, ad onor di default, incassa 1448 voti. Come prima esperienza di confronto con l’universo elettorale non c’è male. Un fallimento bello e buono e con fraudolenza nei confronti degli alleati e dei loro elettori, e vi spiego il perché. Il PD porta tre consiglieri a Palazzo di Città. L’elettorato premia il giovane e promettente Aquilino, figlio d’arte e portatore sano di vero rinnovamento politico-culturale all’interno del loft di via Gesu e consegna alla memoria il partito dei comunisti di Scicli, cancellati dalla scena politica locale già prima della competizione del 15 e 16 Giugno con uno studio sui numeri d’Hondt fatto a tavolino. Troppe inesperienze in campo per il partito di Bertinotti & co. Molta ideologia, poca scaltrezza. In politica contano i numeri e il Pd i suoi conti li ha fatti davvero bene. La spartizione dei seggi è figlia del metodo virtuoso e matematico del professore d’Hondt non applicato al totale delle preferenze in gioco, come vorrebbe la purezza di riferimento, ma -per volontà del legislatore- alle coalizioni, e all’interno di esse premiare la lista che prende più voti. Come mai il dott. Caruso lascia i compagni di sinistra arcobaleno per correre da indipendente nel partito di Veltroni? Per vanità? No! per acuto opportunismo! I numeri parlavano chiaro e soprattutto il dottore Caruso non è un fesso. Ecco svelato l’arcano cambio di maglia in corsa e in zona cesarini, pochi giorni prima della presentazione delle liste. I comunisti per Scicli gabbati da un calcolo matematico preventivo e semplice. Gli elettori hanno fatto il resto. Quattrocento preferenze sono proprio poche per un partito che da dieci anni governa la città. Quattrocento preferenze e basta. Gli ottanta voti del giovane Campailla appartengono ad altra storia che nulla a che vedere con l’ideologia e la Falce e il Martello. Una storia fatta d’impegno costante e di toni moderati dietro le quinte di uno spettacolo impopolare messo in scena dal suo stesso partito e dai suoi bravi dirigenti. La gente ha premiato chi è stato in campo a sudare consensi ed ha punito i grassi colonnelli. Bravo Campailla!. Questo dovrebbe far riflettere l’ex classe dirigente del partito dei comunisti di Scicli, ex perché è un partito oramai fine a se stesso, ex perché di comunisti in giro, per strada e per il mondo non se ne incontrano più, ex di Parlamento ex di amministrazione e di consiglio comunale. Le porte del PD sono aperte. Il segretario Cottone sarà lieto di accogliere tutti. Una dichiarazione post-voto alle stampe, ma proprio post-post e di appena cinque paragrafi per giustificare il tonfo del suo partito e del candidato a sindaco Padua è bastata a salvare faccia e poltrona. E chi lo smuove! Per il partito dei Socialisti, la solita passerella elettorale del caro Dottore Carbone. Nulla di più.

Enzo Giannone, il professore, riformista civico e di confine; poteva essere una proposta vincente ed intelligente per tutta l’area di centro sinistra. Così non è stato. La sua nave è stata costretta alla deriva, qualcuno ha tagliato gli ormeggi e nel mare della sopraffazione hanno avuto la meglio le onde di violenta prepotenza, sul Capitano e la sua nave. Città Aperta, lista di frontiera è degnamente rappresentata in consiglio comunale. Onore al capitano e alla sua gente. 

Franco Susino, autonomo, contro. Contro il Pd che non l’ha voluto, contro i dirigenti dell’ex Margherita che l’hanno cacciato, Franco Susino, solo contro tutti. Due liste civiche sostengono la sua candidatura. Totale 1.500 voti. Franco disgiunge le preferenze degli sciclitani che votano per altri partiti e di consensi ne incassa quasi tremila. Il doppio delle sue liste, popolate da giovani volenterosi e soprattutto ignoti alla collettività. Anche questa vittoria, in area centro sinistra era già nell’aria. L’isolamento crescente del PD e di tutta la sinistra sciclitana, il restringersi della base operativa ed elettorale, ha premiato il dottore Susino. Il processo di sfaldamento dei consensi degli elettori base di centro sinistra ha avuto origine con il divieto di candidatura alle provinciali del 2007 per poi continuare con la nascita del partito di Veltroni a Scicli e la formazione della nuova classe dirigente. Il risultato: una vera e propria confisca di voti verso Franco e una perdita di fiducia nei confronti della dirigenza del PD, partito d’area e di riferimento del Dott. Susino. Ma questo nessuno l’ha capito. O meglio, i dirigenti del partito hanno fatto finta di nulla. Meglio andare incontro ad una sonora sconfitta che ammettere i propri errori. E così è stato. La coalizione del dottore Susino supera quella del PD con “Venera Padua sindaco” e si piazza seconda nelle preferenze degli sciclitani.

Inutile nasconderlo. La sinistra di Scicli arriva al drammatico appuntamento del voto del 15 e 16 Giugno con una grande confusione di idee e di proposte, e soprattutto consapevole e impotente del suo triste destino, di cui essa stessa è stata artefice. 

Mancano due candidati ancora, Pier Luigi Aquilino lista Mpa, e Bernadetta Alfieri per l’Italia dei Valori.

Bernadetta AlfieriIl primo si è suicidato politicamente, con le sue stesse mani, volendo correre ad ogni costo e da solo alla carica di Sindaco. 1.500 voti di preferenza. Un buon risultato nonostante la vigilia di un voto che ha visto tutta la classe dirigente del Movimento di Lombardo abbandonare Pierre al suo destino. Galizia & Co. cacciati dal Presidente della Regione solo perché contrari ad una candidatura calata dall’alto e perdente, non è stato uno spettacolo moralmente bello e da vedere. E gli sciclitani hanno premiato la coerenza dei fuoriusciti che volevano Venticinque Sindaco e non Aquilino. Non a caso gli ex Mpa sono stati tra i più votati tra i partiti del centro destra.

Infine Bernadetta, ultima per preferenze e citazione, ma importante e valida quanto gli altri in questo lungo esame di voto. Bernadetta è la testimonianza viva e consapevole di un impresa impossibile. A lei il merito di averci almeno provato, da sola e questo occorre evidenziarlo, e di aver speso tempo ed energie a difesa di un ideale di donna in politica ad ogni costo contro i padrini di un consenso di clientela targato uomo, dappertutto.

Socrathe