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La Discarica dei Benpensanti

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domenica, 17 agosto 2008


Quanti ricordi.

Vigilia di ferragosto,

epilogo del sogno

felice di mezza estate

preludio di tristi partenze

e addii.

Nelle romantiche sale

dei nostri batticuori

sempre e solo

lo stesso film.

 

Una trama cucita

di cuore in cuore,

passata da tempo a tempo,

da luogo a luogo,

di Sole in Sole,

da spiaggia a spiaggia

sempre nuova.

 

Era il motore delle immagini

dei nostri sogni

che moveva

il Sole della nostra fanciullezza

e.. l'altre stelle,

un diesel di lungo corso

sempre acceso

che mai s’arrestava.

 

Un messaggio

scritto sulla sabbia

del tempo che fu

e che mai più sarà.

L'adolescenza della nostra

vita, spazzata via

dal vento del divenire

inarrestabile

inesorabile.

 

Quanti ricordi

di quei giorni beati

e senza fine.

Magnifici ritratti

di vespri infiniti,

corpi impanati di sole

e salsedine.

 

Il tempo dell'orologio

sembrava non esistere

Lancette ancorate alla brevità

di un attimo,

momenti dati alla fonda

nella rada dell'eterno

incommensurabile.

 

Eravamo

naufraghi del nostro tempo.

Signori incontrastati

del nostro spazio

sulla rena.

 

Tappeti di musiche lontane.

Da mane a sera

concerti irripetibili

di emozioni confuse.

Era la nostra estate.

Vetrina di sogni attesi,

scuola di magia,

ricordi in suggestione.

 

Scene che scorrono

sul fiume lento

della memoria, trasportate

da una corrente

di melanconia.

 

E poi, l'Amore.

Amori puri

nati sotto il sole

da uno sguardo rubato

al mare e al cielo,

corrotti dalla sera,

corpi sbattuti come

onde sugli scogli,

complici le stelle e la luna.

 

Vergogna di malizie

Navigate,

spiagge buie

e inquiete.

Luci di lampare,

falò, chitarre scordate,

sabbia, casti silenzi,

intrecci di mani

e di labbra.

 

Pudori oltraggiati,

tramonti ruffiani,

candide prove

di sopravvivenza

d'amore,

trepido mare di emozioni.

 

L'estate

della nostra vita.

 

 

 


Io la vedo così, emozionante, commovente, lirica.

Santhippe

 

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lunedì, 21 luglio 2008

 

 

Al Maestro Ellj Nolbia

 

La scatola dei ricordi..

inchiostro nuovo e antico,

impressione d’immagini nel tormento,

fotografia di un amore che non passa mai.

 

Socrathe

 

 

 

 

 
 








Pensieri..
 
A te che vivi in un' altra dimensione

 Se l'amore è sempre vivo
se il ricordo è indelebile
e struggente

non sei passata invano.

Questo
solo questo
è il valore della vita

lasciare
un'eredità di affetti

Santhippe

Ricordi...

Il male antico
Ho letto con commozione ed interesse la Sua lettera. Ho sperimentato dalla parte dei diversi la sofferenza che molto bene descrive, che molto mi appartiene. Ne sono uscito vivo. Fino ad esso. Ma in quanto "diverso" era il male, il nemico che io volevo combattere. Non era il senso di una finitudine che mi rattristava ed opprimeva. Era una solitudine inesprimibile che mi dava la misura di un'angoscia esistenziale prima mai sofferta. Incominciai ad amare la vita in quel momento ed apprezzarla per quello che é. Non le grandi opere, non i grandi progetti ma le piccole cose. Il filo d'erba cantato da Pirandello con lo struggimento di chi quella vita sa che sta sfuggendo dalle sue mani. Il muro o lo spazio smisurato dove i sentimenti si perdono e svaniscono era, ora, solo per me il confine della mia sottile malinconia.

Un Uomo Libero

La lettera..

Mia cara
nel silenzio della nostra camera fiaccamente illuminata ascolto, dietro ai cieli di vetro, la pioggia incestuosa che ancora più cupe rende le ombre della camera assonnata.
Ti affascinava la pioggia di notte. Sentirti protetta dalla casa e dalle coperte.
La mia sagoma scura, con gli occhi che traboccano tristezza, tiene tra le mani quest’umile foglio, dove disegnate giacciono queste semplici parole.

Nella notte non trovo riposo. Tutto mi è ostile, tutto pessimismo dinanzi ad ogni cosa. La foto estiva che ti rappresenta, è adagiata accanto al letto. Il tuo sguardo vigila il mio sonno, fin quando gli occhi che cercano, stremati si spengono in un silenzioso dormire.
Mentre il buio e il silenzio signoreggiano nella camera: ti voglio raccontare, ti voglio ricordare.

Ellj Nolbia

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il quadro in copertina è opera del Maestro Ellj Nolbia

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venerdì, 30 maggio 2008

Montaggio: Uccio Pazienza

Regia: Peppe Savà
Voce: Riccardo Maria Tarci
Testo: Socrathe



E' bella,
di una grazia che non ti aspetti,
ritratti di pietra scolpiti nel tempo,
immutabile bellezza
di Madre premurosa e sorridente,
ha bisogno d'amore.

È vergine e guerriera,
storia di fede antica e verità;
generosa e accogliente,
ha voglia di crescere ancora.

E' umile e contadina,
conosce il sacrificio di chi ha sudato la propria terra
unico affanno di una semplice vita,
meritato guadagno di semplice gente.

Maestosa e barocca,
nascosta e preziosa,
Scicli è sole, è cieli, è mare.


 

Creative Commons License
Scicli è Sole, è cieli, è Mare by Socrathe is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.
Permissions beyond the scope of this license may be available at
http://scicli.splinder.com/.

venerdì, 07 marzo 2008
Josè Manuel Caballero Bonald

è on line il blog sul poeta  Josè  Manuel Caballero Bonald

lo trovate a questo indirizzo:

http://caballerobonald.wordpress.com/


Traduzioni liriche di : Un uomo libero

sabato, 09 febbraio 2008

Orbita della parola


Ho detto per esempio: amata, paese mio, madre mia, speranza, siamo uguali, sempre, pane, fratello, ti amo… Ho detto infine che il mondo sta sulle mie labbra, gira sui loro bordi, mi dettala sua parola avida, mi stringe tra i nodi che strozzano la storia furtiva del (l’uomo) che fui. Tutto questo l’ho già detto e chissà se basterà, chissà se ciò che ho taciuto era da dimenticare, cumulo di ambizioni sotto il quale un dio mi sotterra, perché mi redima, indovinando il perimetro che separa la mia bocca da tutti i percorsi tracciati dalle parole che brancolano nel buio. Però io sono un uomo. La mia memoria vive, va al di là del tempo, di giornate guadagnate a forza di rinunce, di misere astuzie per andare avanti e stare solo e dopo andare ancora. Però io sono terra. I miei effimeri sogni non possono contenere quel vespaio di indizi che il mio corpo riceve, che le mie mani accolgono e sempre più riduco ciò che più mi distrugge. Studio ciò che sono, cioè, il mio segreto,quella possibilità che mai mi si offre e mi scopre, che mi accompagna sempre e controlla i miei ozi. Vedo la mia casa al sud, luminosa tra nebbie, fatta di sogni miei, di solitari perché,cresciuta per me come il frumento per il pane.  Pronuncio il suo nome ed altri che le mie labbra racchiudono. Riunisco nella mia memoria le vite che ho amato,i posti dove vissi, i libri che abitai, tutta la realtà ed il sogno di cui sono fatto. E subito in questo giorno di ottobre, non so quale, mi sono imbattuto bocconi in un tempo vuoto, nel pane non condiviso con altri della mia solitudine, e quasi ho la certezza che non potrò mai imbrigliare la corrente di tanti  giorni inutili(,) ché van precipitando nella mia ignoranza dell’oggi, in questa vulnerabile memoria che sembra contenere la calda consistenza della pioggia,  l’ombra della mia infanzia nella quale continuo ad essere una paura battagliera, un timore che  conserva quest’ultima traccia di speranza o di musica che si perde in lontananza e mi fa capire che tuttavia cerco quella parola che finalmente mi potrà salvare.

 

Da Las adivinaciones (1952); Una ricerca della parola esatta attraverso un uso attento e profondo della lingua, sviluppo del tema principale del ‘tempo’ inteso nelle sue multiple sfaccettature.  



Traduzione testi José Manuel Caballero Bonald, di: Un Uomo Libero.

Qui, la biografia di José Manuel Caballero Bonald

 

venerdì, 25 gennaio 2008

 



a  Santhippe


Libirativi di l'amuri miu,

l'amuri miu pi'  vui, si vuliti.

Ma nun putiti.

L'amuri miu pi' vui,

ch' nun criditi

___

Socrathe



a Socrathe

 

 

 

 
L'ammore vuosto
 

nun è chiù sincero
 

e je me crereva si
 

ca fosse overo
 

troppi suspire
 

lacreme e turmiente,
 

l'ammore vuosto
 

va comme va 'o viento....
 
___
 
Santhippe

 

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sabato, 22 dicembre 2007

La verità sulla rima baciata? Cliccami..
Le caravane candide
de' sogni migrano per solitudini
immerse ne 'l misterio
migrano ai datteri, migrano a l'òasi
de l'amore..


Buon Natale


Socrathe

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