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Ho visto vignette in bianco e nero, molte a colori, alcune divertenti, altre insipide. Una vignetta ignorante non l’avevo mai incontrata. Giuro!
Mi ha fatto ridere la storia del medicinale. Lo ammetto. Il pigiama è frutto della mia fantasia. Non credo proprio che il Sindaco ne avesse chiesto uno per passare la notte in Prefettura. Così come credo nel sorriso genuino e intelligente di Giovanni Venticinque dopo aver visto la foto e ri-letto le sue dichiarazioni alla "stampa", quelle rilasciate a caldo dalla stanza del Prefetto, quelle che m'hanno ispirato il foto-ritocco, quelle che m’hanno fatto riflettere. La satira è un mezzo, cari amici, non è il fine. Che sia chiaro. E se un fine dovrà esserci nella storiella del pigiama a righe di Giovanni e del suo medicinale salva calli e duroni, sarà un sorriso e niente più. E un consiglio, al nostro Sindaco.
Partiamo dalla cronaca di quella notte in Prefettura, l’avete letta e commentata qui, poi la dichiarazione di stampa, e qui ScicliNews non c’entra un bel niente: "Il Sindaco Giovanni Venticinque ha chiesto che gli venissero portati vestiti di ricambio e medicinale: «se dovesse servire rimarrò per tutta la notte»". Ho trovato la notizia su google, ben nascosta, ma l’ho trovata, per caso, ma l’ho scovata.
ll capo del Governo della nostra città non si rende conto dell'importanza della comunicazione in momenti così delicati. Non può affidare le sue parole al caso.! Occorre saper gestire anche il ritmo del respiro per affrontare un'emergenza di tal portata. Nulla dev'essere approssimativo. E così le dichiarazioni a mezzo stampa che se governate malamente fanno più danni di un'invasione di cavellette in un campo di granturco prima del raccolto. Non scordiamo che abbiamo a che fare con una "ministro" leghista, bionda, occhi azzurri e competente in materia di cani, che ci toglie veramente il fiato ad ogni mossa incerta. Ecco l'importanza della comunicazione. In questa assurda partita a carte tra noi e il governo di Roma se La ministro esce a coppe -con la storia del randagismo debellato con un milione di euro invisibili dopo la morte del piccolo Giuseppe Brafa, noi la briscola ci dobbiamo mettere. Dobbiamo vincere la mano a tutti costi. Il pubblico sarà dalla nostra parte, tiferà per noi e ci dirà bravi! quelli sì che sanno giocare. Dobbiamo essere scaltri, Signor Sindaco, attaccare con consapevolezza e non subire. Fino adesso abbiamo solo subìto: una ragazza che non avrà più il coraggio di guardarsi allo specchio, un territorio insicuro, un bambino che non crescerà.
È così che occorre difendere e guadagnare il piatto in questa partita, è così che salveremo l'immagine di Scicli, è così che i cittadini riacquisteranno fiducia nei governanti e si sentiranno protetti, dando certezze, somministrando sicurezza. Con le parole prima -dette e spese bene, setacciando ogni sillaba e virgola fuori posto- e coi fatti subito dopo. E il medicinale per i calli del dr. Socrathe lo lasceremo a casa, non ce lo facciamo portare in prefettura. Giusto Signor Sindaco?
permalink ::::: Grazie per i vostri commenti (popup) :::: commenti :::: categoria : comunicazione, medicinale, sindaco scicli, giovanni venticinque, una notte in prefettura, pigiama in prefettura, ministro salute, manuale pubbliche relazioni, tiziana rocca, manuale comunicazione, comunicazione stampa
16 giugno 2008, Nino Minardo sbarca con i suoi uomini a Scicli. È un massacro politico sotto il micidiale fuoco amico del PdL. La famiglia degli Uccieri della Catena ha il suo uomo migliore in campo, Turiddu, paracadutato oltre le linee nemiche. Arriva l’ordine dal comando supremo: “che sia ritrovato e rimandato a casa”. L'incarico è affidato ai soldati semplici Migliorìn e Rielah, che con diciassette uomini e un interprete (per tradurre Migliorìn), partono alla sua ricerca. La missione è possibile: Turiddu sarà spedito a casa!permalink ::::: Grazie per i vostri commenti (popup) :::: commenti :::: categoria : drago, sindaco, discarica, scicli, amministrative 2008, bellicapelli, sciclinews, sindaco di scicli, discarica benpensanti, discarica dei benpensanti, leontini, sindaco scicli, scicli è sole è cieli è mare, idea di centro, salvate il soldato turiddu, mandrakata, silvio galizia
Scicli, 3 maggio 2008
Riccardo, che avevamo lasciato alcuni articoli fa, alle prese con un Santo e la sua spada, arriva a Scicli in tarda mattinata. Il Sole sopra la cittadina bella era alto già da un pezzo. Da un bel pezzo. E che pezzo! Vabbuò..
La scrematura dei suoi grigi capelli è la stessa di sempre. L’abito, è dalla piega impeccabile. La camicia, trasuda amido da ogni asola di ogni bottone. Scende dall’auto. Sorride. Nulla è lasciato al caso. Il profilo barocco della Consolazione è ruffiano al suo bel portamento. Le porte della sezione del Mpa sono già spalancate. Gli amici lo attendono.
I fratelli di sangue, quelli che Riccardo dovrà ringraziare ad perpetuum per i 278 voti procacciati nelle 24 sezioni elettorali di Scicli -e duecentosettantotto voti son tanti, diciamolo- lo aspettavano già di buon mattino. Il popolo di Scicli è stato da sempre il Grande Elettore di Riccardo. E i voti del 13 Aprile lo hanno dimostrato. Un consigliere Provinciale, due consiglieri comunali, un portavoce, un direttivo, due transumanti già consiglieri, già comunali, sommano duecentosettantotto. Un peso elettorale schiacciante. Una macchina da voti impetuosa e devastante. Duecentosettantotto voti che hanno tracciato e segnano la rotta della vittoria, per Riccardo, e per il Movimento tutto. L’Mpa a Scicli è forza di governo. Ed i numeri sono dalla loro parte. Duecentosettantotto voti. E che parte!
Riccardo, ha l’obbligo di rendere grazie al popolo che lo ha eletto. Riccardo deve ricambiare il favore a Scicli che lo ha portato sulle spalle del trionfo da sempre. E Riccardo non aspetta tempo e ragioni. L’ingegneria emozionale dei baci e degli abbracci, cede il posto alla fredda logica, alla ragione dei contenuti.
Sono in tanti in quella piccola e calda sede di Santa Maria
L’incipt di Riccardo è risolutorio d’ogni vano dubbio: “Adolfo Padua è il vostro candidato a Sindaco”.
Le sedie iniziano ad agitarsi. Tremano i tavoli. Il sudore, nella saletta, scorre a fiumi. “Dovevo pur ringraziarvi dei duecentasettantotto voti del 13 Aprile”, continua Riccardo con una flemma ed un’oratoria impeccabile, “così, Rafaè, mi propone Adolfo, un vostro concittadino, un vostro amico, come unico nome utile nella corsa alle amministrative di Giugno in quota Mpa, ed io, fratelli cari, non potevo non accogliere Adolfo in mezzo a noi”.
Sguardi attoniti, pensieri confusi. La sala di Via Santa Maria La nova ospita così le parole di Riccardo. Qualche baffo sorride pure. Qualche altro baffo non è presente. un baffo intelligente.
Tutto il resto è triste, silenzioso, immobile.
Tutto fermo. Tutto, tranne l’anima delle sedie e dei tavoli della saletta che, come d’incanto, iniziarono a librarsi in volo, a rotear nel ciel, a volare.
È un miracolo? No! È mezzogiorno. È fuoco.
È mezzogiorno di fuoco: “Adolfo Padua è il vostro candidato a Sindaco”. È guerra.
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