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ll codice sorgente di questo Test è stato scritto da uno studente della Stanford School of Engineering, pensate, quando ancora Internet era un privilegio di pochi e nel mondo della rete aveva fatto il suo ingresso trionfale Windows NT. Era il 1998. In Italia i computers erano merce rara. L'adsl un sogno che stava diventando realtà. Per comprare una buona macchina -pc desk- si spendevano anche 4.000.000 di lire. I notebook? Troppo cari. Un Thinkpad della IBM con processore Intel Pentium II costava 7.000.000, settemilioni, della vecchia e amata lira. Si guardava al progresso con sospetto. Il futuro costava troppo. Molte aziende rifiutavano i contatti dei primi web master. Internet non era ancora un'opportunità. permalink ::::: Grazie per i vostri commenti (popup) :::: commenti :::: categoria : codice sorgente, google, socrate, telecom, 1998, socrathe, progetto socrate, fibra ottica ragusa, fibra ottica catania, dopino telecom
TEORIA DELLA FEMMINA
Là dove domina la smània ancestrale è impossibile salvarsi. Ogni Zitella attende impaziente di maritarsi. La teoria della Femmina è segnata da questa certezza: Un uomo può sempre sparire! Entità sciacquata, essa si sorregge sui fianchi, sull’instabile ‘nnacata. Per ogni Femmina vale la metafora della ‘scaccia: vi incombe il forno, solstizio d’estinzione. L’angoscia dello stare ‘mpanata come modo di vivere rivela l’impossibilità di sfuggirvi come sentimento primordiale. La volontà d’acchiappare è l’essenza esoterica della Femmina schetta. Poiché ogni Zitella avrebbe voluto maritarsi, ella vive come chi non vorrebbe vivere: l’uomo gli passa accanto con i suoi odiosi sapori, e nel tumulto ormonale rivela la sua remota natura! Castità delle castità è ogni storia. La presenza della catastrofe alberga nell’anima della Femmina schetta siciliana, si esprime nei suoi ideali vegetali, nel suo taedium ciclico, fattispecie della pala di ficumora. La Zitella insulare esiste solo come fenomeno estetico. Solo nel momento felice del consòlo questa femmina è vera.
Socrathe
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L’intellettuale moderno è in crisi. O meglio, l’elite intellettuale e globale è in agonia di pensiero. Per quel che ci riguarda la casta dei benpensanti del nostro giornale è giunta anch’essa al capolinea. Cristianesimo: ultima fermata, si scende!
I commenti aristocratici e colti dei benpensanti di ScicliNews alle masturbazioni di pensiero -in Joyce style- di un caro e anonimo Lettore sulla fine del cattolicesimo (per chi non avesse seguito il dibattito, articolo e commenti qui) non fanno che affermare la mia tesi: l’intellettuale moderno è alla frutta della ragione. E questa sì che è una tesi perché non sconta alcun dubbio alla cassa cambiali degli interrogativi insoluti. Una tesi afferma, testimonia, asserisce. L’ipotesi e tutt’altra cosa. E delle ipotesi del nostro caro Lettore, “
Per l’intellettuale moderno la religione, il cristianesimo, il cattolicesimo, è merce scaduta, è un prodotto di coscienza andato a male, alienazione di pensiero impresentabile al banchetto della cultura che conta. Gli intellettuali non vogliono più rappresentare la religione. Anzi, la religione cattolica, ovvero il cristianesimo, ovvero il cattolicesimo, non deve essere rappresentato. Ecco il punto. Vi è un’ostilità imperante e integralista nel rappresentare
E così l’opinione pubblica storce il naso e guarda dall’altra parte quando viene ucciso un prete, quando un cristiano cattolico e anche protestante viene perseguitato, quando una Chiesa -Santa Romana e d’Occidente- viene data alle fiamme, nel mondo. Ma il popolo che pensa e che ragiona non commenta questi fatti. Quasi avesse paura nel difendere e rappresentare un valore che da sempre ha unito e che non ha mai diviso: la fede, cristiana.
Se al posto di un prete cattolico o protestante fosse perseguitato (nel mondo) un solo musulmano, o un monaco induista, o un pezzo d’intonaco si staccasse accidentalmente da una Moschea per il caldo del deserto, apriti cielo!! Si aprirebbe un tavolo permanente di solidarietà laica e d’opinione (à la page) internazionale e perbenista. Guai a toccare le altre religioni o i seguaci di altre confessioni! Sarebbe antisemitismo bello e buono.
E così la lotta di pensiero ai crocifissi nei luoghi pubblici: le croci fuori dalle scuole e dalle aule dei tribunali! Però ci preoccupiamo se in una stanza d’ospedale non ne troviamo almeno una di croce! E gli ospedali luoghi di culto non sono. Ma sulla salute degli intellettuali e dei poveri di spirito incombe la speranza. E su questo non c’è salotto letterario à la page che tenga!
Stiamo buttando fuori e a calci dalla nostra cultura occidentale il Cristianesimo, la nostra storia, la nostra realtà. Quasi fosse incompatibile con il nuovo mondo, con il nuovo millennio. Senza una ragione, senza un motivo. Le magnifiche sorti della Chiesa, la storia del mondo Cristiano, affidati al silenzio del perbenismo progressista. Non ci resta che puntare la nostra ragione a
Parola di Socrathe, l’essoterico.
- nella foto, l'intellettuale moderno sospeso tra la "ragione" de La Mecca e la cupola di San Pietro.
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Caro Epifani,
con tutto il rispetto, ma a che serve scioperare domani? Non ti è bastato dividere il PD? Non ti è bastato marciare su Roma per il grembiule unico e scollato della Ministra Gelmini?
Non ti è bastato tutto questo? Cosa vuoi ancora dagli italiani? Non ti sei reso conto che dietro ogni proposta di sciopero monotematico ci sono uomini, ci sono donne e bambini, ci sono famiglie intere che mandano avanti la casa con meno di ottocento euro al mese? E Tu vuoi far perdere ancora liquidità ad una cassa operaia che piange povertà e disagio già di suo? Tu, Guglielmo, lo hai mai provato questo triste e medio-basso piacere? Si fa presto a dire Sciopero! in segreteria. La battaglia della vita purtroppo si combatte altrove, caro Epifani. Fuori dalle camere del lavoro, fuori dagli uffici sindacali il mondo economico è a pezzi! L’Italia è a pezzi! L’industria è a pezzi! E tu che fai? L’opposizione ombra al Governo di opposizione, in ombra! Giochi a fare politica? E ti sembra il momento di giocare questo? Ecco il messaggio che stai trasmettendo da più mesi a reti unificate a tutto il Paese: “i partiti di opposizione non sanno fare “opposizione”, lavoratori, non preoccupatevi, ci pensa
Hai perso il senso della misura sindacale e sociale, consentimi. Hai perduto il senso della misura dei ruoli e delle competenze. Ciascuno deve fare il proprio mestiere, caro Epifani. E poi diciamocela tutta, non nascondiamoci. Tu non sei Cofferati, Tu, non hai la forza politica per andare da solo. Tu, Epifani, non sarai mai una capo popolo. Non lo sei mai stato. Non hai carisma. Non sai sedurre. Sei un mediocre venditore di fumo. Non è un’offesa, credimi. È la verità. La tua strategia non è per il controllo delle mosse del Palazzo. La tua è una spudorata mossa per il Palazzo! Ogni volta che organizzi qualcosa, fosse anche una cena con i tuoi amici, il Governo cresce in consenso. Sei sfortunato anche in questo. C’est la vie…
Sarebbe il caso di pensare seriamente alle dimissioni, caro Epifani, non credi? E restituire dignità al grande sindacato dei lavoratori. Il tuo gioco finisce qui, caro Guglielmo, con uno manifestazione inutile, che non serve. Eppure l’autunno caldo è finito da un pezzo. Anzi, fuori fa addirittura freddo e pure piove. Governo ladro! Sciopero! C’est
Socrathe
Un brillante sfaccettato, ma anzichè metterlo al dito ci potete mettere dentro tutto ciò che desiderate. L’idea è venuta a Filippo Tamiani, designer Sciclitano che vende ed espone nelle più prestigiose gallerie d’arte del mondo, autore del «Cantarano-diamante».Socrathe
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